THE GOAT

Buster Keaton, Mal St. Clair

Scen.: Buster Keaton, Mal St. Clair. F.: Elgin Lessley. Int.: Buster Keaton (il capro espiatorio), Virginia Fox (figlia del capo della polizia), Joe Roberts (il capo della polizia), Mal St. Clair (Dead Shot Dan), Kitty Bradbury, Eddie Cline, Jean Havez. Prod.: Joseph M. Schenck per Comique Film Corporation. DCP. D.: 21’. Bn.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Sentii nominare per la prima volta Buster Keaton da mia nonna, la quale pensava che fosse il più divertente dei comici del cinema muto. Questo giudizio mi lasciò perplesso, dal momento che mia nonna lo descriveva come un attore che non sorrideva mai, che rimaneva assolutamente serio mentre lei e il resto del pubblico si sbellicavano dalle risate. Nei primi tempi dopo la Seconda guerra mondiale, a Belgrado c’era un cinema dove davano film muti. Mia nonna mi ci portò a vedere Chaplin, Lloyd e lo strabico Ben Turpin, ma Buster Keaton non ci capitò mai di vederlo.
È lui quello? Le domandavo dandole il gomito quando sullo schermo appariva una faccia sconosciuta dall’espressione triste. […] Mia nonna non rivide più Buster Keaton. Trascorsero altri sette anni prima che io riuscissi ad assistere a un suo film. [...]
Probabilmente quel giorno avevo bigiato, infilandomi in un cinema mentre sarei dovuto essere a scuola, ma eccolo finalmente, Buster Keaton, là sullo schermo, con la paglietta in testa, l’ultimo di una lunga fila di disoccupati in coda sul marciapiede per ricevere un pezzo di pane. La fila continua ad avanzare, tranne i due tizi davanti a lui, che non si spostano di un millimetro. Sono manichini di un negozio di abbigliamento, ma Buster non l’ha capito. Si toglie una spilla dal bavero della giacca e punge uno dei due lumaconi, ma non ottiene nessuna reazione: intanto la fila davanti si assottiglia sempre più, man mano che gli uomini ricevono un filone di pane. Allora Keaton prova su di sé lo spillone, per vedere se punge. In quel momento, il padrone del negozio stende la mano per controllare se piove, solleva i due manichini, se li infila sotto il braccio e li porta dentro. Di quella prima visione mi sono rimaste nella memoria anche altre gag.
Charles Simic, La vita delle immagini, Adelphi, Milano 2017

Per il restauro di The Goat sono stati ispezionati e analizzati dodici elementi, cinque dei quali, provenienti da Cohen Film Collection e Cinémathèque de Toulouse, sono stati scansionati e comparati. Per la ricostruzione sono stati utilizzati due controtipi negativi, entrambi di seconda generazione, preservati dalla Cohen Film Collection e scansionati in 4K. L’elemento ritenuto fotograficamente migliore è stato utilizzato il più possibile, e integrato nelle porzioni mancanti dal secondo controtipo, sebbene quest’ultimo presentasse una definizione dell’immagine inferiore attribuibile a difetti di stampa.

Copia proveniente da

Restaurato nel 2017 da Cineteca di Bologna in collaborazione con Cohen Film Collection presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata.