SÜRÜ

Zeki Ökten

Scen.: Yılmaz Güney. F.: İzzet Akay. M.: Özdemir Arıtan. Mus.: Zülfü Livaneli. Int.: Tarık Akan (Şivan), Melike Demirağ (Berivan), Tuncel Kurtiz (Hamo), Erol Demiröz (Necirvan), Levent İnanır (Silo), Yaman Okay (Abuzer), Şenel Gökkaya (peddler), Savaş Yurttaş (Sıddık), Güler Ökten (Sıddık’s wife). Prod.: Güney Film DCP. D.: 129’. Col.

info_outline
T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Sceneggiato e supervisionato da Yılmaz Güney dal carcere, il film illustra la tragica disintegrazione di una famiglia tribale durante la turbolenta transizione della Turchia al capitalismo. La tribù dei Veysikan è in guerra con quella degli Halilan. Per suggellare la tregua che dovrebbe porre fine alla sanguinosa faida, Berivan, una giovane degli Halilan, è stata data in moglie dai fratelli a Şivan, un Veysikan. Ma i rapporti degenerano nuovamente. Hamo, patriarca dei Veysikan e padre di Şivan, incolpa la nuora – che non riesce ad avere figli – di tutte le loro sfortune.

Dopo la perdita del terzo figlio, Berivan diventa muta. Disprezzato da suo padre, Şivan ha un’unica speranza: trasferirsi in una grande città per trovare lavoro per sé e cure per sua moglie. Per guadagnare un po’ di soldi accetta di aiutare suo padre a trasportare il loro gregge di pecore in treno da Ankara. Il viaggio in treno, narrato minuziosamente, si rivela una catastrofe poiché la tribù perde gran parte del gregge. Ma sarà “la bella Ankara un rimedio per tutti i loro guai”, come promette la canzone che Şivan ha imparato nell’esercito?

Girato in turco poiché l’uso pubblico della lingua curda era allora illegale, Sürü narra una storia del popolo curdo, diviso dalle faide e messo a tacere dalla tradizione oppressiva e dallo stato moderno. L’epica vicenda dell’adattamento di questi pastori nomadi alla società capitalista finisce per assumere un valore universale. Come osserva il critico Bilge Ebiri, “la visione fiabesca di Güney e la solidità della narrazione del regista Ökten” fanno di questo film una delle opere più riuscite di Güney.

 

Approfondimento sul cinema di Yilmaz Güney

 

Copia proveniente da