SOROK SERDEC

Lev Kulesov

T. it.: Quaranta cuori; T. ing.: Forty Hearts; Scen.: A. Andrievskij; F.: K. Kuznecov; Scgf.: V. NikitCenko, I. NikitCenko; Animazione: I. Ivanov-Vano; Prod.: MeZrabpomfil’m; Pri. pro.: 1930 35mm. D.: 49′ a 20 f/s.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Sorprendente, ingegnoso e inventivo, Quaranta cuori non è un tipico film di Kulesov. Non vi sono avventure straordinarie, non c’è nessun dramma e nessuno muore. Quaranta cuori è un cosiddetto film politprosvet (politico-educativo). Genere effimero, il politprosvet regnò sovrano dal dicembre 1929, quando il governo sovietico decretò che l’istruzione doveva essere la missione principale del cinema, all’aprile 1932, quando si decise di porre il cinema al servizio dello svago e del divertimento. L’argomento del film affidato a Kulesov è l’uso degli strumenti per produrre energia da parte dell’uomo – dai cavalli e dai mulini a vento fino al motore e all’elettricità, il tutto descritto in una prospettiva storico-materialista. Il film termina con la visione singolarmente emblematica del futuro trionfo del Comunismo. I sovietici stavano alla larga dai film politprosvet, ma voi pensateci due volte prima di fare altrettanto, o vi perderete un’ora di cinema di qualità, di ottima fotografia e i raffinati inserti animati di Ivanov-Vano.
Yuri Tsivian

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