RADIO DYNAMICS

Oskar Fischinger

A Color Music Composition. 35mm. D.: 4’15” a 24 f/s. Col., muto.
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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Nato nel 1900, Oskar Fischinger iniziò la propria carriera nei primi anni Venti realizzando film d’animazione astratti; verso la metà degli anni Trenta aveva ormai ultimato circa una trentina di opere di “Musica Visiva”. Per le sue opinioni liberali, tuttavia, e per il fatto di sostenere la causa dell’ “arte degenerata”, egli si trovò ben presto in una posizione pericolosa rispetto al governo nazista. Sia la MGM che la Paramount intendevano offrirgli un contratto che gli permettesse di allontanarsi dalla Germania; l’offerta della Paramount fu la prima ad arrivare, e Fischinger salpò per l’America, la “Terra Promessa”, nel febbraio 1936. Dopo Motion Painting Fischinger non realizzò più nessun film importante, soprattutto a causa delle sue esigue risorse finanziarie. Realizzò invece numerosi film pubblicitari (in uno dei quali visualizzò un “suono artificiale”) ed effetti speciali (come navi spaziali) per alcune produzioni cinematografiche e televisive. All’inizio degli anni Cinquanta si cimentò con il 3D stereofonico, ma soltanto in poche occasioni riuscì a presentare la sua deliziosa opera di un minuto, e non ne realizzò mai di più lunghe. Tentò anche di produrre un nuovo “motion-painting” riprendendo i suoi quadri a passo uno, ma riuscì a girare soltanto un minuto di materiale. Disegnò centinaia di animazioni astratte per mutoscopio, regalandone una serie (dipinta a olio e oggi perduta) a Solomon Guggenheim in occasione del suo compleanno. Continuò a realizzare centinaia di tele, fino ai suoi ultimi giorni in cui terminò un grande dipinto, serenamente intitolato Nirvana. Scomparve nel 1967, ma una terza generazione di artisti suoi seguaci era già emersa tra quanti si dedicavano alla nuova computer art (Lary Cuba e Vibeke Sorensen) e alla videoarte (Michael Scroggins). Così, nel campo della “Musica Visiva”, Oskar Fischinger rimane l’artista del secolo.

Bill Moritz

 

Copia proveniente da

Preservato dal positivo originale colore