Prince Valiant

Henry Hathaway


T. It.: Il Principe Coraggioso. Sog.: Dal Fumetto Di Harold Foster; Scen.: Dudley Nichols; F.: Lucien Ballard; Mo.: Robert Simpson; Scgf.: Lyle Wheeler, Mark-Leekirk; Co.: Charles Lemaire; Mu.: Franz Waxman; Int.: Robert Wagner (Principe Valiant), James Mason (Sir Brack), Janet Leigh (Aleta), Debra Paget (Ilene), Sterling Hayden (Sir Gawain), Victor Mclaglen (Boltar), Donald Crisp (Re Aguar), Brian Aherne (Re Artù), Barry Jones (Re Luke), Mary Philips (Regina Madre), Primo Carnera (Sligon); Prod.: Robert L. Jacks Per 20th Century-Fox; Pri. Pro.: Los Angeles, 31 Marzo 1954 35mm. D: 100’. Col (Technicolor). 

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

L’adozione generalizzata del CinemaScope fa ritornare di moda i soggetti spettacolari, e in particolare i film in costume che implicano scenografie e comparse considerevoli, così come esterni “autentici” in regioni lontane dagli studi. Il Medioevo vive sullo schermo un vero rinascimento (senza giochi di parole!): dopo il successo del suo Ivanhoe nel 1952, la MGM passa al CinemaScope con The Knights of the Round Table (Richard Thorpe) nel dicembre 1953, seguita dalla 20th Century-Fox con Prince Valiant nell’aprile del 1954, la Warner Bros. con King Richard and the Crusaders (David Butler) in luglio, infine la Universal International con The Black Shield of Falworth (Rudy Maté) in agosto. La Fox indirizza la sua scelta sui fumetti di Hal Foster, apparsi dal 1937 al 1979 sul “The New York Journal”, dopo che la MGM vi ha rinunciato per la mancanza di una sceneggiatura utilizzabile. Seguendo le avventure di un giovane principe vichingo a Camelot, Hathaway sfrutta in modo sfavillante l’universo variopinto del re Artù (sempre nei costumi e armature del XIII secolo, ossia settecento anni dopo gli eventi supposti della leggenda). Le riprese hanno luogo a Century-City, Westwood, per gli interni, poi in diversi castelli della Gran Bretagna, in Scozia e in Galles, superbamente fotografati in Technicolor da Lucien Ballard. Il film resterà per decenni come una delle versioni cinematografiche più accurate di una striscia a fumetti, concepita da Dudley Nichols, lo sceneggiatore di John Ford. Consapevole dell’immensa popolarità dell’opera grafica, Hathaway si costrinse a ritrovare una rassomiglianza minuziosa tra gli attori e i personaggi di Foster, e a ritrascrivere sullo schermo, con scenografie e inquadrature simili, alcuni episodi della comic strip (Foster collaborò inizialmente alla sceneggiatura, poi si arrabbiò con Hathaway che trascurava i suoi suggerimenti). La stessa storia sarà il soggetto di una serie d’animazione per la Tv nel 1991-94 e di un mediocre remake diretto da Anthony Hickox nel 1997.

Hervé Dumont, Encyclopédie du film historique, Tome II: Moyen Age 

 

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