PAID TO LOVE

Howard Hawks

Sog.: Harry Carr; Scen.: William M. Conselman, Seton I. Miller; F.: L. William O’Connell; Mo.: Ralph Dixon; Scgf.: William S. Darling; Int.: George O’Brien (Michael, il principe ereditario), Virginia Valli (Dolores), J.Farrell MacDonald (Peter L. Roberts), Thomas Jefferson (Leopoldo III, Re di San Savona), William Powell (Principe Eric, nipote del re), Merta Sterling (cameriera di Dolores), Hank Mann (servitore di Michael), Francis MacDonald (Pierre); Prod.: William Fox per Fox Film Corporation; Pri. pro.: 15 maggio 1927 35mm. L.: 2030 m. D.: 74′ a 24 f/s. Bn/Col

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

È una commedia romantica ambientata in Ruritania, di nuovo con una trama familiare. […] Hawks non ha voluto riconoscere il film […]. Ciò nonostante si rivela un lavoro rifinito, sicuro ed estremamente fluido, ostacolato dalla perfetta ovvietà dell’intreccio, ma che mostra il regista per la prima volta impegnato nella sperimentazione tecnica. Sotto l’influenza, del resto ammessa, di Murnau, Hawks lascia libera la macchina da presa e, in contrasto con la natura statica dei suoi film precedenti, fa uso di carrelli, panoramiche e gru, conferendo all’azione una sinuosa mobilità. C’è una lunga carrellata – in cui la macchina da presa scivola attraverso una mensa ufficiali piena di fumo, costeggia gli uomini intenti a discorrere e si ferma sul volgare William Powell, il quale sta deliziando i compagni con il racconto delle sue prodezze amatorie – che combina una raffinatezza d forma e di contenuto mai prima d’ora incontrata in un film di Hawks. Gode inoltre di una ricca messinscena, con dei fastosi interni di palazzo e un bel ristorante all’aperto sulla spiaggia. Ancora una volta vengono sfruttate le doti di George O’Brien, il cui allegro principe ereditario ossessionato dalle macchine è un personaggio affascinante. Virginia Valli è commovente e intensa come ballerina apache, e riesce a dare nuova vita a un personaggio assai familiare della commedia romantica. Ma è William Powell, nella parte del lascivo cugino del principe ereditario, a fare la parte del leone. Una canaglia alla Stroheim, con tanto di monocolo e baffi arricciati, a un certo punto lo cogliamo a rovistare nei cassetti della ballerina, mentre annusa delicatamente la sua biancheria intima.
(Jeffrey Richards, I film muti di Howard Hawks, “Focus on Film”, n. 25, estate-autunno 1976, poi in Il cinema di Howard Hawks, a cura di Adriano Aprà e Patrizia Pistagnesi, ERI-La Biennale di Venezia, Roma-Venezia 1981)

 

 

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