Modern Times

Charles Chaplin

T. It.: Tempi Moderni; Sog., Scen., Mo. E Mu.: Charles Chaplin; F.: Roland Totheroh, Ira Morgan; Scgf.: Charles D. Hall, Russell Spencer; Int.: Charles Chaplin (L’operaio), Paulette Goddard (La Monella), Henry Bergman (Proprietario Del Caffè), Chester Conklin (Meccanico), Stanley J. Sanford (Big Bill/Operaio), Hank Mann, Louis Natheaux (I Ladri), Allan Garcia (Padrone Della Fabbrica), Lloyd Ingraham (Il Direttore Della Prigione), Stanley Blystone (Sceriffo Couler), Sam Stein (Caporeparto), Juana Satton (Ragazza Con Bottoni), Jack Low, Walter James (Operai), Dick Alexander (Galeotto), Dr. Cecil Reynolds (Cappellano Del Carcere), Myra Mckinney (Sua Moglie), Heinie Conklin (Operaio), John Rand (Galeotto), Mur­doch Mcquarrie, Wilfred Lucas, Edward Le Saint, Fred Maltesta, Ted Oliver, Edward Kimball; Prod.: Charles Chaplin Per United Artists; Pri. Pro.: New York, 5 Febbraio 1936; 35mm. L.: 2400 M. D.: 89′ A 24 F/S.

 

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

“Una demitizzazione-modello dell’homo technologicus, l’ha fat­ta Charlot, in Tempi moderni, contrapponendosi ad esso nell’u­nico modo che pare possibile: ossia in qualità di superstitedi un’umanità pre-industriale. Entrato in fabbrica, Charlot contrad­diceva la tecnica (e quindi la faceva rientrare nel suo mondo linguistico-espressivo) in quanto egli, sopravvivendo da un’altra civiltà, e conservandone le abitudini, metteva follemente e comicamente in risalto l’inespressività del mondo della tecnica. Il procedimento stilistico di Tempi moderni, a quanto mi risulta, non è stato ancora superato. Teoricamente, si potrebbe dire che tale contraddizione (l’espressività di Charlot contro l’inespressività delle macchine) andrebbe oggi ideologizzata, pre­sentando l’uomo espressivo non più come sopravvivenza, ma come evoluzione: è stato (direbbe un manuale) il punto di vista dell’operaio – elaborato e complicato, per quel che ci riguarda, dallo scrittore – che ha proiettato nella realtà, demistificandola, l’industrializzazione capitalistica del mondo: dovrebbe dunque essere ancora il punto di vista dell’operaio a demistificare la tecnicizzazione”.

Pier Paolo Pasolini, Intervento sul discorso libero indiretto (1965) (estratto), in Id., Empirismo eretico, Garzanti, Milano, 1972

Accompagnamento musicale di Charles Chaplin, diretto dal Maestro Timothy Brock, eseguito dall'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna