La IX Olimpiade Di Amsterdam

Prod: Istituto LUCE. L. or.: 4980m.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Sulla rivista “Cine mondo” del 5 giugno 1928, all’interno dell’apposita rubrica dedicata all’attività dell’Istituto Nazionale LUCE, viene annunciato con enfasi: “Il Governo Olandese e il Comitato Olimpico hanno privilegiato l’Istituto Nazionale LUCE affidandogli l’esclusività di tutte le riprese cinematografiche concernenti le Olimpiadi, riconoscendo nella LUCE una perfetta organizzazione tecnica”. In realtà, come riportato nella pubblicazione “Official Report of the Olympic Games of 1928 celebrated at Amsterdam”, la concessione al LUCE dell’esclusiva per la realizzazione e la distribuzione delle riprese cinematografiche delle competizioni olimpiche è stata frettolosamente affidata all’ente italiano solo dopo la defezione della casa di produzione tedesca O.F.A. (Olympia Film Aktiengesellschaft), inizialmente prescelta per il prestigioso incarico. L’inaspettata occasione è estremamente allettante e l’Istituto LUCE invia in Olanda alcuni dei migliori operatori a disposizione che documenteranno nel dettaglio la kermesse olimpica, filmando, oltre alle cerimonie di apertura e di chiusura, tutte le fasi salienti delle gare disputate. Il risultato è un lungometraggio di oltre 4900 metri dal titolo La IX Olimpiade di Amsterdam. Nonostante l’indubbio sforzo produttivo e l’eccellenza delle riprese, il reportage olimpico girato dalle troupes italiane avrà un destino travagliato: la precarietà degli accordi commerciali stipulati con il Comitato Olimpico e con la rete degli esercenti cinematografici olandesi, non consentirà al LUCE di sfruttare appieno la distribuzione internazionale del film, che invece circolerà in vari paesi del mondo in una seconda edizione curata dal regista tedesco Wilhelm Prager per l’UFA di Berlino, con cui l’ente cinematografico italiano ha appena stretto un vincolante accordo di cooperazione. Dalle ricerche ad oggi effettuate e tuttora in corso si deduce che, presumibilmente, La IX Olimpiade di Amsterdam, nella sua versione originale ed integrale, non è distribuito nemmeno nelle sale italiane, dove verranno proiettati esclusivamente alcuni estratti del film, relativi a singole gare e inseriti in vari cinegiornali LUCE. La tiepida accoglienza riservata al lungometraggio olimpico persino entro i confini nazionali è probabilmente riconducibile a ragioni di ordine politico; infatti, alla conclusione dei Giochi, Mussolini si è dichiarato profondamente deluso dai risultati ottenuti dagli atleti italiani, tanto da esautorare immediatamente il titolare della Presidenza del Comitato Olimpico Italiano Lando Ferretti, sostituito con Augusto Turati, potente ex dirigente del Partito Nazionale Fascista: a fronte di tali premesse, è comprensibile che il lancio in grande stile di un film che, di fatto, documenta la mancata affermazione dello sport italico risulta, nell’Italia di allora, del tutto inammissibile.

Il film è attualmente in corso di restauro a cura del Comitato Internazionale Olimpico (CIO) in collaborazione con l'Istituto Luce, nell'ambito del progetto di conservazione e restauro di tutti i filmati ufficiali dei Giochi Olimpici. La proiezione proposta al Cinema Ritrovato comprende scene ancora non restaurate dalle versioni originale italiana e danese (prodotta dalla UFA di Berlino sotto la supervisione di Wilhelm Prager) e materiali provenienti dal restauro digitale curato dal CIO, oltre a una presentazione della produzione del film nelle sue diverse versioni (per la Germania, l'Olanda e l'Unione Sovietica) e del progetto di restauro del CIO.

Adrian Wood