IL SORPASSO

Dino Risi

Scen.: Dino Risi, Ettore Scola, Ruggero Maccari. F.: Alfio Contini. M.: Maurizio Lucidi. Scgf.: Ugo Pericoli. Mus.: Riz Ortolani. Int.: Vittorio Gassman (Bruno Cortona), Jean-Louis Trintignant (Roberto Mariani), Catherine Spaak (Lilli), Luciana Angiolillo (moglie di Bruno), Claudio Gora (Bibì), Luigi Zerbinati (commendatore), Linda Sini (zia Lidia), Corrado Olmi (Alfredo, cugino di Roberto), Nando Angelini (Amedeo), Franca Polesello. Prod.: Mario Cecchi Gori per Fair, Incei, Sancro. DCP. D.: 108’. Bn.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Sul Sorpasso è stato scritto e detto di tutto e si sa quasi tutto. Ma in testa o in coda alle questioni omeriche (chi inventò cosa e quando?), vorrei aggiungere due o tre cose sull’aspetto meno indagato della pellicola di Risi: le Aurelie GT 24. Uso il plurale perché erano due. Una turchese ammaccata (e stuccata alla bell’e meglio) da Gassman nel weekend prima dell’inizio delle riprese, l’altra sul rosa, dal cruscotto totalmente diverso dalla prima, con un piccolo vano per l’autoradio. Se vedete il film con attenzione, le differenze saltano agli occhi, confermandoci che la vettura era ‘già’ quasi obsoleta.
Era un modello del 1956, un milione e otto all’epoca. Un botto, ci si compravano quattro televisori. Questa spider all’epoca del film non era da riccastro vippone lancista, ma da vitellone bidonista ‘ganassa’, da ‘bruciabaracche’, ‘voglio ma non posso’. Una perfetta fanfaronata, come recita il titolo francese: anche la tromba del clacson è doppiata, aggiunta in postproduzione. Al Museo dell’auto di Torino mi hanno spiegato che questa Aurelia a cinque marce simbolizza bene lo sbarco mancato sul mercato americano: 150 Aurelie dormono in fondo al mare nella pancia dell’Andrea Doria. Il film di Risi e Scola fu invece il prototipo di un road movie diverso, alla Easy Rider. Chi ha conosciuto Rodolfo Sonego non può avere dubbi sulla paternità dello spunto, rifiutato da Sordi che in quel periodo aveva sempre e comunque la prima scelta ed era totalmente refrattario all’ipotesi di ammazzare in scena, neppure per il tramite di un’automobile. Sonego (come Zavattini d’altronde) da buon ex morto di fame era visceralmente attaccato alle sue trovate, ine o one che fossero. Non buttava via niente. Qualche mese fa ho trovato in un suo archivio segreto la primissima versione d’un film sugli imbrogli degli annunci matrimoniali fra migranti e ragazze di vita: Bello, onesto, emigrato Australia... Il film è del ’71, il trattamento del ’55, l’anno dell’Aurelia del Sorpasso. Con il che, nulla si vuol togliere al film, anzi, la spider di Pininfarina aveva un tergicristallo frangiflutti modellato a imitazione di un motoscafo Riva, très chic. Bruno Cortona avrebbe potuto arrivare via mare a Viareggio, Portofino, Saint-Tropez. Invece ci arrivò solo Peppino Di Capri con il suo twist.
Nei manifesti dell’epoca, l’Aurelia si vede poco in mezzo a un senso vietato e a una Catherine Spaak. Circolava la convinzione che chi si era comprato una macchina, andava al cinema di meno.

Tatti Sanguineti

Copia proveniente da

Restaurato nel 2016 in 4K da Cineteca di Bologna e Istituto Luce – Cinecittà in collaborazione con Surf Film, RTI, Lyon Film e LCJ Productions presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata, a partire dal negativo originale e da un controtipo positivo d’epoca di prima generazione