EJIMA IKUSHIMA

Hideo Oba

[Ejima e Ikushima] Sog.: dal romanzo omonimo di Seiichi Funahashi. Scen.: Yanai Nakao. F.: Hideo Ishimoto. Scgf.: Tatsuo Hamada Mus.: Masayoshi Ikeda. Int.: Chikage Awashima (Ejima), Ebizo Ichikawa (Ikushima), Mitsuko Kusabue (Utsue), Yatsuko Tan’ami (Ienobu), Kuniko Miyake (Tenei’in), Eijiro Yanagi (Masanao Tsuchiya), Fujio Suga (Sengoku), Daisuke Kato (Iguchi), Tatsuya Ishiguro (Hakuseki Arai), Teiji Takahashi (Gekoin), Mieko Takamine. Prod.: Shochiku · 35mm. Col.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Questo film in costume si ispira a uno dei più noti scandali del periodo Edo. La protagonista, Ejima, era una signora dell’Ooku, l’harem del Castello di Edo in cui risiedevano la madre, la moglie e le concubine dello Shogun. Quelle stanze, alle quali nessun uomo poteva accedere se non in presenza dello Shogun, svolgevano un ruolo fondamentale nella bizantina politica di corte del periodo Edo.
Era l’anno 1714 quando la signora Ejima, inviata a rendere omaggio al tempio buddhista, decise di far visita al teatro kabuki, commettendo una violazione del protocollo dalle tragiche conseguenze. Il film è tratto da una versione romanzesca del celebre caso scritta da Seiichi Funahashi e pubblicata a puntate nel 1955 sul quotidiano “Tokyo Shinbun”.
Benché poco conosciuto in Occidente, Hideo Oba (1910-1986) fu uno dei registi di maggior successo del dopoguerra, che diede il suo tocco professionale a moltissimi film. Trascorse tutta la sua carriera alla Shochiku, dove il suo film più celebre fu il melodramma epico in due parti Kimi no na wa (Qual è il tuo nome?, 1953), struggente racconto di un incontro romantico durante un bombardamento aereo e straordinario successo al botteghino. Ejima e Ikushima fa rivivere il periodo Edo grazie al procedimento Eastmancolor, che valorizza lo splendore voluttuoso dei costumi e delle interpretazioni kabuki. Secondo S.A. Thornton, si tratta di “un magnifico esempio di film in costume dei primi anni Cinquanta, genere caratterizzato non solo da un’acuta sensibilità politica ma anche da un’attenzione al ritmo e alle interpretazioni che viene solitamente identificata con lo sviluppo dei personaggi tipico dei film sulla vita contemporanea. Chikage Awashima è particolarmente efficace come vittima di un doppio tradimento politico e personale”. Anche il recensore di “Kinema Junpo” elogiò la recitazione di Awashima e in generale la sobrietà delle interpretazioni, paragonando il dramma al lento svolgersi di uno splendido rotolo di pitture.

 

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