Cunégonde Reqoit Sa Famille

Prod.: Lux 35mm. L.: 116 M. D.: 5’40” A 18 F/S. Bn.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Le serie comiche iniziano in Francia, alla Pathé, nel 1907, con Max Linder e André Deed. Nel loro complesso, quelle francesi e italiane, dal 1908 fino al 1914, arrivano a superare il centinaio (col nome della loro figura principale: Boireau, Onsime, Rigadin, Lonce, Max, Cretinetti, Robinet, Kri Kri, Gigetta, Lea, Rosalie, Lontine, Caroline, Cungonde, ecc.). Lo spettro dei generi spazia dal film grottesco incentrato attorno a un clown, alla commedia elegante. I clown vestono soprattutto i panni della cosiddetta piccola gente: la cuoca, la donna di servizio, la commessa di un negozio, il domestico, l’artigiano, l’operaio.

La grassa Sarah Duhamel (tra il 1911-1912, circa trenta titoli come Rosalie per la Pathé Comica, e tra il 1913-14, circa venti titoli come Petronella per Eclair), è un vero e proprio clown; lavora sulla propria fisicità esagerata accompagnandola con un eccesso di sensibilità e di smorfie che rompono i confini della buon comportamento e del buon gusto. I nomi delle attrici che interpretavano Lontine (Pathé) e Cungonde (Lux) non si conoscono. Lontine, un’enfant terribile invecchiata in abitino di sacco, nei suoi film distrugge l’arredamento della casa in pochi minuti con acqua, fuoco e materiale esplosivo. L’aspetto di Cungonde è instabile, può essere un’arruffata zitellona piuttosto anzianotta e con gli occhi da topo oppure una giovane donna chic e attraente. Cungonde è, spesso, anche una donna di servizio. Nella commedia sofisticata di Perret La perle, i ruoli della borghesia sono svelati: una pianista professionista come moglie è inaccettabile, ma se per amore lavora come donna di servizio, allora i genitori dell’uomo sono d’accordo.

In area tedesca il “cinema delle domestiche” era una definizione dispregiativa per quel presunto cinema sentimentale e di poche pretese degli anni Dieci. Le tante domestiche sullo schermo e la furia devastatrice che ragazze e donne sprigionano nelle serie comiche mentre sono alle prese con i lavori di casa, ci suggerisce una nuova interessante interpretazione del termine.

Mariann Lewinsky

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