Cinema Komunisto

Mila Turajlic

Sog., Scen.: Mila Turajlic; F.: Goran Kovacevic; Mo.: Aleksandra Milovanovic; Mu.: Nemanja Mosurovic; Su: Aleksandar Protic, Ivan Uzelac, Zeljko Djordjevic; Prod.: Dribbling Pictures;
Digibeta. D.: 100′. col

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Dei set cinematografici in rovina possono rivelarci qualcosa sul crollo della scenografia in cui vivevamo? Quanti livelli di comprensione contengono le storie mai raccontate di coloro che lavorarono nel cinema negli anni di Tito? La storia dell’ascesa e della caduta della cinematografia jugoslava può contribuire a spiegare l’edificazione e il crollo della Jugoslavia? Cinema Komunisto ci accompagna in un viaggio tra le rovine dell’industria cinematografica di Tito esplorando l’ascesa e la caduta dell’illusione cinematografica chiamata Jugoslavia. Grazie a rari filmati provenienti da decine di film jugoslavi, da inediti materiali d’archivio e dalle proiezioni private di Tito, il documentario ricrea la costruzione narrativa di un Paese attraverso le storie raccontate sullo schermo e quelle nascoste dietro di esso. Celebrità come Richard Burton, Sofia Loren e Orson Welles aggiunsero un tocco di fascino internazionale alle ambizioni cinematografiche nazionali con le loro apparizioni in super-produzioni finanziate dallo Stato. Il proiezionista personale di Tito (che gli proiettò una pellicola a sera per trent’anni), il suo regista preferito, l’attore più famoso di pellicole partigiane e il direttore degli studi cinematografici, con i suoi rapporti con la polizia segreta, ci raccontano il modo in cui fu costruita sullo schermo la storia della Jugoslavia.
(Peter von Bagh)