BABY RJAZANSKIE

Ol’ga Preobraženskaja, Ivan Pravov

T. it.: Il villaggio del peccato. T. int.: The Women of Ryazan. Scen.: Ol’ga Višnevskaja, Boris Altschuler. F.: Konstantin Kuznecov. Scgf.: Dmitrij Kulupaev. Int.: Kuz’ma Jastrebickij (Vasilij Šironin), Ol’ga Nabrekova (Matveevna, sua moglie), Raisa Pužnaja (Anna), Emma Cesarskaja (Vasilisa), Georgij Bobynin (Ivan, figlio di Vasilij), Elena Maksimova (Luker’ja), Ivan Savel’ev (Nikolaj, fabbro), E. Safonova (zia Alena), Inna Fedorova, Gulja Koroleva Prod.: Sovkino. Pri. pro.: 13 dicembre 1927. 35mm. L.: 1866 m. D.: 82’ a 20 f/s. Bn.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Il villaggio del peccato, immenso successo degli anni Venti e Trenta, interpretato da tre bravissime esordienti (Cesarskaja, Maksimova e Pužnaja) è un violento melodramma sulla difficile vita della donna nelle campagne russe. Costruito in maniera lineare e recitato secondo la tradizione realistica del Malyj teatr, il film conquistò i sovietici – soprattutto il pubblico femminile – e fu amato nelle campagne e nelle città, in patria e all’estero. Gli spettatori stranieri furono attratti dall’aspetto etnografico del film, che riproduce i costumi tradizionali di Rjazan’, i riti popolari e la vita quotidiana nelle campagne. Non furono poche tuttavia le difficoltà che il film incontrò sul suo cammino. Già in fase di sceneggiatura furono chieste modifiche rilevanti: bisognava valorizzare la figura della donna nuova Vasilisa a scapito della donna di vecchio stampo Anna. Fu suggerito di semplificare il linguaggio, evitando variazioni della messa a fuoco, dissolvenze e doppia esposizione: la produzione riteneva che la popolazione rurale, principale destinataria del film, non avrebbe capito l’uso di queste tecniche. Una volta realizzato, il film fu sottoposto al comitato artistico della Sovkino, che giudicò il finale controrivoluzionario: il destino della donna era tragico, non veniva evidenziato l’efficace coinvolgimento dello Stato socialista nella questione femminile e non c’era traccia di quella riabilitazione della vita rurale che era il motivo per cui il film era stato commissionato. Il villaggio del peccato non fu però accantonato, soprattutto perché era costato moltissimo. Si decise di riabilitare ideologicamente i registi e di chiedere al Comitato centrale di autorizzare la distribuzione. Così il film finalmente uscì e batté tutti i record. Nel 1929 fu parzialmente sonorizzato; per le zone rurali si continuarono a stampare copie della versione muta fino al 1937, quando la distribuzione del film nelle campagne fu improvvisamente vietata. Risale a quell’anno una richiesta confidenziale presentata al Glavrepertkom (Comitato centrale per l’approvazione dei repertori cinematografici): non sarebbe stato il caso di eliminare dal film le inquadrature in cui figurava Emma Cesarskaja? Ma la risposta fu che le inquadrature non andavano toccate, dato che comunque Cesarskaja appariva anche in altre pellicole. L’attrice era caduta in disgrazia a causa dell’arresto (e della fucilazione, come si seppe poi) di suo marito Baby rjazanskie 222 Max Stanislavskij. In quegli anni difficili la Cesarskaja fu salvata dall’appoggio di Michail Šolokov, grazie al quale ottenne una parte nel film di Konstantin Judin Devuška s charakterom (1939) e poté tornare a lavorare nel cinema. Intanto il suo film più celebrato, Il villaggio del peccato, continuava a riempire le sale.

                                                                                                                                   Natal’ja Nusinova

Copia proveniente da