ANTOLOGIA DI TAGLI SU CINEGIORNALI DEI CINQUANTA E DEI PRIMI SESSANTA

A cura di Pierluigi Raffaelli


Betacam SP. D.: circa 55’.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

La nascita della televisione italiana nel 1954 e l’esordio dei telegiornali spiazzarono l’indisturbato governativismo d’un decennio di cineattualità Incom. Le news filmate per “riposizionarsi” sono costrette ad assumere toni se non di fronda almeno pigli più birichini e monelleschi. Alla rinnovata Incom, la voce off delle cronache dell’ex medico Lucio Fulci è spesso abrasiva, chirurgica. Rizzoli si convince che c’è spazio per testate molto più aggressive e spericolate. Gualtiero Jacopetti, che fonda e dirige “L’Europeo Ciac” all’inizio della seconda metà dei ’50, organizza veri e propri agguati: servizi in cui la forbice del ministro che deve tagliare il nastro è stata sostituita da cesoie che non tagliano, per la gioia di un allertato cineoperatore. Sarebbe stato almeno l’avo di “Striscia la notizia”, se le immagini fossero mai state diffuse o se esistessero ancora. Restano invece e gli sfottò e i pernacchi agli speakers e ai cronisti della Rai – RadioTelevisione Italiana, che farebbero rizzare i capelli in testa, crescere la barba, rimpiazzare i sonniferi. E restano ad esempio le battute di uno Jacopetti che in un reportage su Le notti di Cabiria parla di “Giulietta sprint, la moglie del re della strada…” Tant’è vero che Fellini nel suo film successivo modella su Jacopetti buona parte della figura cinica ed immorale, seducente e cialtrona, del reporter Marcello, aggiungendogli però una gentilezza e una malinconia che l’originale probabilmente non possedeva. E così, in queste cineattualità non più di governo, forbici che tagliano davvero, quelle dei vari Ermini, Tupini e Folchi, ricominciano a darci dentro. Si sfrondano scollature e bikini, docce e tuguri, operazioni chirurgiche e cariche di polizia, attricette, frocetti e transessuali (detti allora “coccinelle”), saluti neofascisti e battute sui “forchettoni” o su via delle Zoccolette.

Tatti Sanguineti

Copia proveniente da

in collaborazione Progetto Italia Taglia