1789

Ariane Mnouchkine

Sog.: dall'omonimo spettacolo di Ariane Mnouchkine. Scen.: Ariane Mnouchkine. F.: Michel Lebon, Jean-Paul Meurisse, Bernard Zitzermann. M.: Françoise Belloux, Frédérique Mathieu, Françoise Clausse. Mus.: Michel Derouin. Int.: Théâtre du Soleil (Jean-Claude Bourbault, Philippe Caubère, Joséphine Derenne, Nicole Félix, Mario Gonzales, Louba Guertchikoff, Maxime Lombard, René Patrignani, Geneviève Rey-Penchenat, Jonathan Sutton). Prod.: Alexandre Mnouchkine, Georges Dancigers per Les Films Ariane. DCP. D.: 155’. Col.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Nel film si ritrovano le principali caratteristiche dell’opera teatrale d’origine, più precisamente il simultaneo ricorso a una concezione materialistica della storia (rappresentazione dei conflitti di classe e del duplice aspetto del ruolo storico della borghesia nel 1789) e a forme di spettacolo appartenenti alla tradizione popolare (imbonitori, acrobati e giocolieri, farse, mescolanza di generi e tecniche, specie con l’uso di marionette, danze, appelli al pubblico e oratori circensi...).
Il film è fedele ai tratti essenziali dell’opera, compreso il modo in cui disegna le relazioni tra attori e spettatori. A tale risultato contribuisce il dispositivo scenico proprio di 1789, che già in partenza era concepito in funzione di questa particolarità. Sono le caratteristiche dell’opera originale che permettono al film di non essere teatro filmato. Ci sono persino scene in cui il cinema, esibendo fedelmente la struttura dello spettacolo, ribadisce la forma e la forza delle scene equivalenti dell’opera teatrale, per esempio quando una decina d’attori racconta la presa della Bastiglia agli spettatori riuniti in gruppetti.
Inoltre il film lascia intravedere le quinte e rafforza senza alcun compiacimento gli intenti didattici dell’originale. L’approccio documentario dell’opera si applica quindi tanto al teatro quanto a una spiegazione della Storia presentata tramite uno spettacolo.
In condizioni di lavoro difficili, dato che i capitali necessari furono reperiti solo a partire dalle ultimissime rappresentazioni, gli operatori, i montatori, i fonici e naturalmente Ariane Mnouchkine, realizzano un lavoro estremamente corretto, con errori ridotti al minimo: le prime sequenze partono lentamente, le macchine da presa accennano talvolta al primo piano di un volto, il cui trucco è pensato apposta per esser visto da lontano (ma l’errore non diventa forse un elemento di verità?)… Sono critiche secondarie: 1789-film è una pietra miliare e resta all’80% un’opera cinematografica di grande interesse.

Daniel Sauvaget, “La Revue du cinéma – Image et Son”, n. 288-289, ottobre 1974

Copia proveniente da

Restaurato nel 2015 da Bel Air film presso il laboratorio Éclair