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29/06

Cinema Europa > 22:00

TWIN PEAKS: FIRE WALK WITH ME

David Lynch

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Mercoledì 29/06/2022
22:00

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TWIN PEAKS: FIRE WALK WITH ME

Scheda Film

Il prequel Twin Peaks: Fire Walk With Me è un gran film. Lo spostamento del padre squilibrato di Laura Palmer in un ruolo centrale giustifica un tono biblico, tagliente, con una solida presa sugli elementi essenziali: ne risulta un’antologia in cui ogni personaggio viene contestato, giudicato fallace, errante, perduto…
Laura è ora in primo piano, una ragazza normale che sceglie le perversioni, la follia, la droga. L’approccio narrativo è non-melodrammatico. Fire Walk With Me appartiene a un genere tutto suo, indiscutibilmente unico come Eraserhead. La sovversione sta nell’ordinario. L’attenzione si concentra su oggetti semplici. Iperrealismo della banalità: quanta abilità ci vuole per sostenere una visione così essenziale! Hitchcock è uno dei pochi a stare sulla stessa lunghezza d’onda. Una casa come in Dietro lo specchio. Quadri di genere, dipinti angelici vivono le loro strane, egoistiche e miracolose vite.
Come soap opera Fire Walk With Me non è particolarmente riuscito, ma nasce da un’enfasi amplificata sullo scorrere del tempo – avvicinandosi all’omicidio di Laura come se fosse l’inizio dell’era moderna, o dell’era cristiana. La conclusione rivela tutto, ma questa volta le immagini sono toccanti perché ne conosciamo lo sfondo. Ci allontaniamo dall’immagine di una noiosa studentessa disposta a tutto per sfuggire all’apatia. Dal genere high-school confidential scivoliamo in una riflessione più complessa e stratificata, a partire dall’immagine di apertura, la ‘nebbia’ di un televisore che sembra un parabrezza battuto dalla pioggia.
Il segreto della promiscuità di Laura, il suo divenire irriconoscibile. L’orrore di Laura, i suoi sospetti sul padre che si ripetono dopo che l’uomo con un braccio solo aggredisce senza saperlo colei che è sua figlia sotto mentite spoglie. Papà è ancora sentimentale, trattiene le lacrime. Ha una doppia personalità, essendo posseduto da Bob. Bob esiste, e la prova sta nelle pagine strappate del diario di Laura, che contengono la testimonianza dell’abuso (“mi possiede da quando avevo dodici anni…”). Questo punto di vista sulla famiglia è nuovo. Alla veglia di Laura si ha la sensazione che l’incesto costituisca il fondamento dell’ordine sociale. Da qui deriva la spinta verso la morte come in un delirio tossico.
La situazione che contrappone l’FBI alla gente del posto si ripete all’inizio con il contrasto comico tra la cosiddetta civiltà’ e i ‘bifolchi’. L’agente dell’FBI Dale Cooper e lo sceriffo Harry S. Truman si concedono infiniti caffè, infinite ciambelle.
Le premonizioni dell’agente Cooper: prevede la storia di Laura, l’inevitabile. Come in Simenon ciò che accade è il risultato dell’ambiente, della sua ‘cultura’, delle sue pressioni perverse. In un certo senso Cooper sviluppa una relazione con Laura, pur non avendola mai incontrata. Non è un normale poliziesco. La strategia è più profonda, va verso l’interno, oltre.

Dai manoscritti postumi inediti di Peter von Bagh (1943-2014), appunti curati e tradotti da Antti Alanen

Cast and Credits

Scen.: David Lynch, Robert Engels. F.: Ron Garcia. M.: Mary Sweeney. Scgf.: Patricia Norris. Mus.: Angelo Badalamenti. Int.: Sheryl Lee (Laura Palmer), Ray Wise (Leland Palmer), Madchen Amick (Shelly Johnson), Dana Ashbrook (Bobby Briggs), Phoebe Augustine (Rosette Pulaski), David Bowie (Phillip Jeffries), Eric DaRe (Leo Johnson), Miguel Ferrer (Albert Rosenfeld), Pamela Gidley (Teresa Banks), Heather Graham (Annie Blackburn). Prod.: Gregg Fienberg, John Wentworth per Ciby Pictures. DCP. D.: 135’. Col.