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26/08

Cinema Odeon > 21:00

THE WRONG MAN

Alfred Hitchcock

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Mercoledì 26/08/2020
21:00

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THE WRONG MAN

Scheda Film

In Livre d’image (2018) di Jean-Luc Godard, a un estratto in cui Henry Fonda nei panni del giovane Lincoln si entusiasma davanti a un testo di diritto seguono le immagini di un Fonda più maturo dietro le sbarre. Condannato da una legge iniqua per un crimine non commesso, è ora ‘the wrong man’: Manny Balestrero, marito e padre dai modi garbati, cristiano devoto, suonatore di contrabbasso allo Stork Club e, all’improvviso, protagonista di un incubo a occhi aperti. Sì, l’esperienza di Manny, con le strane venature di vergogna e colpa provate dall’uomo ingiustamente accusato, è autenticamente kafkiana. Ma lo stile sobrio e concreto con cui è presentata è spesso più vicino all’approccio bressoniano che agli usuali vezzi cinematografici pseudo-kafkiani. Alla luce del suo momento culminante – la preghiera di Manny, seguita dalla sovrapposizione dei volti dell’innocente e del colpevole – possiamo far nostro anche il precedente commento di Godard in Histoire(s) du cinéma (1998): “Insieme a Dreyer, Hitchcock è il solo a sapere come si filma un miracolo”. Serve una coincidenza, un miracolo, per completare questo police procedural al contrario e identificare il vero cattivo, il quale non è altro che il sistema legale stesso. Così come la vera vittima non è Manny ma sua moglie Rose, che nella straordinaria interpretazione di Vera Miles piomba nella catatonia. Se colpa e innocenza diventano arbitrarie il risultato è la follia. Dopo essere stato rilasciato Manny va a trovare Rose nella clinica psichiatrica ed è sconvolto dall’assenza di miglioramenti: “Speravo in un miracolo”. The Wrong Man appare come una sintesi perfetta tra l’esercizio di equilibrismo che caratterizza tutta la carriera di Fonda, in bilico tra rettitudine e disprezzo della legge, e la metafisica hitchcockiana fondata sulla colpa e il timore della polizia. Eppure è stato spesso considerato un’anomalia perfino dallo stesso Hitchcock, il quale riconosce l’atipicità del film dicendoci che “questa è una storia vera, lo è ogni singola parola” e citando la fonte, un caso di scambio d’identità avvenuto nel 1953. Per Godard, nella sua recensione del 1957, tutto inizia con “la bellezza del volto di Henry Fonda” il cui “unico garante è l’esatta verità. Siamo nel dramma più rocambolesco perché siamo nel documentario più perfetto, più esemplare”.

Alexander Howarth

Cast and Credits

Sog.: Maxwell Anderson. Scen.: Angus MacPhail, Maxwell Anderson. F.: Robert Burks. M.: George Tomasini. Scgf.: Paul Sylbert. Mus.: Bernard Herrmann. Int.: Henry Fonda (Christopher Emanuel ‘Manny’ Balestrero), Vera Miles (Rose Balestrero), Anthony Quayle (Frank D. O’Connor), Harold J. Stone (tenente Bowers), Charles Cooper (detective Matthews), John Heldabrand (Tomasini), Esther Minciotti (la madre di Manny), Doreen Lang (Ann James). Prod.: Alfred Hitchcock per Warner Bros. Pictures. 35mm. D.: 105’. Bn.