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28/08

Cinema Arlecchino > 15:00

THE BATTLE OF MIDWAY / DAISY KENYON

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Proiezione

Venerdì 28/08/2020
15:00

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THE BATTLE OF MIDWAY

Scheda Film

The Battle of Midway non aveva precedenti formali, e per realizzarlo Ford fu costretto a inventare qualcosa di “nuovo”. Non gli interessava tanto la reazione della critica, quanto la possibilità di influenzare un pubblico più vasto, e di verificare la reazione delle masse verso questo suo personalissimo saggio che parlava di “guerra, pace, e tutti noi”. A un artista raramente è concesso di trattare un tema così vasto, ed è difficile che le sue riflessioni siano al centro dell’attenzione di un così ampio pubblico. Per questo The Battle of Midway è così chiaramente manipolativo, poiché cerca di raggiungere una coscienza più profonda attraverso un pieno sfruttamento dell’arte multimediale. Ford non abbandonò del tutto la sua artificiosità, ma dopo The Battle of Midway il suo coinvolgimento nei confronti del soggetto sarebbe aumentato. Si avverte un sentimento più profondo, dovuto alla sua esperienza della Guerra. Forse la differenza è quella tra un uomo che filma i propri ideali e uno che filma il proprio vissuto.

Tad Gallagher, Film Comment, September-October 1975

 

Cast and Credits

Commento: John Ford, Dudley Nichols, James Kevin MacGuinnes; F.: John Ford, Jack MacKenzie, Gregg Toland, Kenneth M. Pier; M.: John Ford, Robert Parrish; Mu.: Alfred Newman; Voci: Henry Fonda, Jane Darwell, Donald Crisp, Irving Pichel; Prod.: U.S. Navy 35mm. L.: 490 m. D.: 18’.

DAISY KENYON

Scheda Film

“Otto è un tesoro, una sorta di ebreo nazista, ma gli voglio bene”. La battuta di Joan Crawford sul suo regista dovette contrariare in egual misura ebrei e nazisti, ma non fu questo il motivo per cui la Legion of Decency avversò Daisy Kenyon o l’interesse della critica e gli incassi di questo ménage à trois dai toni noir furono così scarsi. Forse era un film troppo adulto per la sua epoca. Non che oggi sia più noto, ma alcuni critici hanno imparato a considerarlo uno dei film più complessi e moralmente ambigui di Preminger. Le sue riserve e le sue simpatie sono equamente ripartite – e in continua oscillazione – tra i tre protagonisti: Daisy (Crawford), una stilista single e sicura di sé; Dan (Dana Andrews), avvocato di successo che tradisce la moglie (e la cui professione permette a Hollywood di parlare per la prima volta dell’internamento dei giapponesi negli Stati Uniti); Peter (Fonda), un reduce di guerra vedovo, depresso e tormentato dagli incubi. Qui Fonda può indossare una nuova maschera, scrive Devin McKinney, “ma il tormento e la sensualità che emana bastano a suggerire che la maschera non è qualcosa che gli hanno dato, ma un volto che si porta dietro”. Chris Fujiwara, nella sua monografia su Preminger, celebra giustamente i “duelli a tre” di Daisy Kenyon e il modo in cui “mette in discussione il genere cui appartiene. ‘D’accordo, prenditi la tua tragedia, prenditi il tuo melodramma’ dice Daisy a Peter, criticandone il tentativo di articolare l’intenso sentimento di lutto e di irrealtà derivante dalla morte della moglie e accusandolo di ‘voler sembrare un caso clinico’”. Preminger “rifiuta le categorie e i generi” per “creare spazio, per aprire il film e i personaggi a un mondo più vasto. […] È un film sulla ricerca della lucidità”.

Alexander Howarth

 

L’approfondimento su Cinefilia Ritrovata

Cast and Credits

Sog.: dal romanzo omonimo (1945) di Elizabeth Janeway. Scen.: David Hertz. F.: Leon Shamroy. M.: Louis Loeffler. Scgf.: Lyle Wheeler, George Davis. Mus.: David Raksin. Int.: Joan Crawford (Daisy Kenyon), Henry Fonda (Peter Lapham), Dana Andrews (Dan O’Mara), Ruth Warrick (Lucile O’Mara), Martha Stewart (Mary Angelus), Peggy Ann Garner (Rosamund O’Mara), Connie Marshall (Marie O’Mara), Nicholas Joy (Coverly). Prod.: Otto Preminger per 20th Century-Fox Film Corp. 35mm. D.: 99’. Bn.