Sab

24/06

Cinema Arlecchino > 16:30

SCARFACE

Howard Hawks
Introduced by

Janice Simpson (NBC Universal)

Info sulla
Proiezione

Sabato 24/06/2017
16:30

Sottotitoli

Versione originale con sottotitoli

Modalità di ingresso

Tariffe del Festival

SCARFACE

Scheda Film

“Capolavoro della Hollywood in action, [il film di Hawks] non commemora nulla, parla, stride, spara”. Il cinema è diventato sonoro da qualche anno solamente, così “il graffio dei mitra e lo staccato delle pistole di Scarface è un linguaggio che non si dimentica”. Come ha scritto Tino Ranieri, cui abbiamo rubato le citazioni precedenti, l’epopea di Tony Camonte è qualcosa che va ben al di là della presunta biografia di Al Capone. È il film che fonda i canoni di un genere e insieme ne fissa il mito, viaggio nel “nero entroterra della malavita americana” (sempre Ranieri) ma insieme spietata parabola della storia del successo americano. Certo, l’etica tutta italiana dell’onore familiare e del rapporto possessivo con la sorella Cesca rimanda alla storia del Rinascimento italiano e ai due figli illegittimi di papa Alessandro VI Borgia, all’amore incestuoso che tanto scandalizzò i paladini del Codice Hays (oltre al Massachusetts Grand Council of the Order Sons of Italy in America, che auspicò il boicottaggio del film in tutte le città dello stato). E molte delle gesta di Camonte sembrano citazioni letterarie delle gesta di Al Capone e dei suoi pari: la morte che apre il film (come quella di ‘Big Jim’ Colosimo), l’esecuzione in ospedale (ispirata a ‘Legs’ Diamond), l’uccisione nel negozio di fiori (come Dean O’Banion), l’assedio al bunker del gangster (come quando fu catturato Francis ‘Two Gun’ Crowley). Per non parlare del massacro di San Valentino. Ma la vera forza propulsiva del film è l’inarrestabile americanizzazione di Tony Camonte, la graduale perdita del suo accento, la metamorfosi dei suoi vestiti dove le vistose camicie a righe e gli abiti con le spalle squadrate lasciano il posto alle spille da cravatta e ai vestiti di seta, e nelle ultime scene allo smoking. Più di tutto, Scarface è la storia di un uomo che ha saputo arrivare ai vertici della società. E forse è per questo che mentre “Il Giornale d’Italia” tuonava contro il film (che fu proibito dal fascismo), Benito Mussolini chiedeva di poterne visionare una copia, forse perché aveva riconosciuto, nell’aria del sestetto della Lucia di Lammermoor che torna in tanti momenti topici del film, quello che diceva il testo scritto da Cammarano per Donizetti: “Chi mi frena in tal momento?”.

Paolo Mereghetti

 

La recensione su Cinefilia Ritrovata

 

Cast and Credits

T. alt.: Scarface, The Shame of a Nation. Sog.: dal romanzo omonimo di Armitage Trail. Scen.: Ben Hecht, Seton I. Miller, John Lee Mahin, William R. Burnett. F.: Lee Garmes, William O’Connell. M.: Edward Curtiss. Scgf.: Harry Oliver. Mus.: Adolph Tandler, Gus Arnheim. Int.: Paul Muni (Tony ‘Scarface’ Camonte), Ann Dvorak (Cesca Camonte), George Raft (Guino Rinaldo), Karen Morley (Poppy), Vince Barnett (Angelo), Osgood Perkins (Johnny Lovo), Boris Karloff (Tom Gaffney), C. Henry Gordon (ispettore Guarino). Prod.: Howard Hawks, Howard Hughes per Caddo Company, Atlantic. DCP. D.: 94’. Bn.