Dom

26/06

Cinema Jolly > 14:30

KARUMEN KOKYO NI KAERU

Keisuke Kinoshita
Introduced by

Alexander Jacoby, Johan Nordström e Hisashi Okajima

Info sulla
Proiezione

Domenica 26/06/2016
14:30

Sottotitoli

Versione originale con sottotitoli

Modalità di ingresso

Tariffe del Festival

KARUMEN KOKYO NI KAERU

Scheda Film

Il primo film a colori di Kinoshita fu anche il primo lungometraggio film a colori giapponese girato con il procedimento Fujicolor messo a punto dall’industria nazionale e con una pellicola di produzione nipponica. Hideko Takamine è una spogliarellista che da Tokyo torna nel suo villaggio natale nella Prefettura di Nagano. L’ambientazione di montagna del film fu dettata da esigenze pratiche, poiché si riteneva che il procedimento a colori desse il meglio in condizioni di luce naturale, e di certo i suggestivi paesaggi montani sono uno dei punti di forza del film.
Ironicamente, al di fuori delle grandi città furono in pochi a poter vedere il film a colori quando uscì; la stampa di una copia per la distribuzione era un procedimento così lungo e costoso che furono prodotte solo poche copie a colori da proiettare a Tokyo, Yokohama, Nagoya, Osaka e Kyoto. Nella maggioranza dei cinema di provincia fu proiettata una versione in bianco e nero realizzata simultaneamente: le scene furono girate prima in Fujicolor e poi rifatte in bianco e nero. Come scrive Brian Carr, “Sarà inoltre stato necessario rifare costantemente il trucco, poiché pare che allora la pellicola Fujicolor imponesse agli attori di portare un trucco rossastro per garantire una resa naturale dell’incarnato, e le tonalità rosse dovevano per forza scombinare le riprese in bianco e nero. Dato che in certe scene Maya e Carmen dovevano apparire piuttosto svestite, le attrici [Toshiko] Kobayashi e [Hideko] Takamine furono costrette ad applicare quel cerone soffocante non solo sul viso ma anche su tutto il corpo. Come scrisse Takamine: ‘A un certo punto ho pensato davvero che non sarei uscita viva da questo film’”. Oltre a rivelare l’inaspettato talento comico di Takamine, il film si avvale anche della toccante interpretazione di Takeshi Sakamoto, il ‘Kihachi’ dell’ultimo periodo muto di Ozu, che qui è il padre di Carmen.

Cast and Credits

Sog., Scen.: Keisuke Kinoshita. F.: Hiroshi Kusuda. M.: Yoshi Sugihara. Scgf.: Motoji Kojima. Mus.: Chuji Kinoshita, Toshiro Mayuzumi. Int.: Hideko Takamine (Okin Aoyama/Lily Carmen), Shuji Sano (Haruo Taguchi, il compositore cieco), Kuniko Igawa (Mitsuko Taguchi, la moglie di Haruo), Chishu Ryu (il preside) Keiji Sada (Mr. Ogawa, il giovane insegnante), Toshiko Kobayashi (Maya Akemi, amica di Okin), Takeshi Sakamoto (Shoichi Aoyama, il padre di Okin). Prod.: Shochiku. DCP. Col.

SENNINBARI

Scheda Film

Precoce esempio di uso del colore nel cinema giapponese, questo film – del quale è stata trovata una copia incompleta negli archivi del Gosfilmofond di Mosca – narra di un marinaio i cui rapporti con la madre e la fidanzata si disgregano quando viene arruolato per andare a combattere in Cina. Il titolo si riferisce alla cintura lunga circa un metro e decorata da mille punti confezionata dalla nonna del protagonista. Il film documenta un clima bellicoso: fu girato nell’anno in cui il Giappone, dopo aver annesso la Manciuria, lanciò un attacco su vasta scala contro la Cina. Terzo film prodotto dalla pionieristica Dai Nihon Tennenshoku Eiga Seisakujo (Film a colori naturali del grande Giappone) e realizzato con un procedimento a due colori, Senninbari è il più antico talkie giapponese a colori giunto fino a noi. La Dai Nihon Tennenshoku Eiga Seisakujo fu la prima società di produzione ad adottare il processo Multicolor, noto all’epoca come ‘colore di Shanghai’. Il recensore di “Kinema Junpo” elogiò il salto di qualità tecnico rispetto al primo film della compagnia, Tsukigata Hanpeita (Seika Shiba, 1937), lamentando però che la storia era debole dal punto di vista drammatico.

Genjiro Saegusa (nato nel 1900) è oggi poco noto perfino in Giappone. Attivo alla Nikkatsu ai tempi di Mizoguchi, fu un regista prolifico nel periodo muto e restò attivo fino agli anni Cinquanta. La data della sua morte è ignota. David Bordwell evoca il cinema impressionista francese e il montaggio sovietico a proposito del suo Gunshin Tachibana chusa (Tenente colonnello Tachibana, 1926), mentre l’elegante film d’azione Tokkyu sanbyaku mairu (300 miglia in treno espresso, 1928) è stato di recente riscoperto e applaudito in Italia e in Germania.

Si è rivelato impossibile trasportare in Giappone il materiale originale, un positivo nitrato a colori conservato al Gosfilmofond. Per questo in Russia è stata prodotta una versione a 4K su cui si è basato un nuovo metodo di restauro digitale condotto in collaborazione con le società di produzione, IMAGICA Corp e IMAGICA West Corp. Analizzando i risultati delle simulazioni fotochimiche realizzate presso IMAGICA West, è stato possibile determinare la gamma cromatica che il sistema a due colori non era in grado di riprodurre, impedire che quella gamma fosse acquisita in sede di color grading e recuperare così il colore di Senninbari.

Cast and Credits

Scen.: Kesshu Tsukuda. F.: Sukeshige Urushiyama. Int.: Matsunosuke Fukui (Shotaro Saeki), Kuni Sugiura (la madre), Hoshiko Tachibana (Oyoshi, la fidanzata), Fumio Wakamatsu (Takasugi), Shizuko Takazawa (Tokiko, la moglie), Fumiyo Kyomachi (Mieko, la sorella). Prod.: Dainihon Tennenshoku Eiga Seisakujo (Greater Japan Natural Color Productions). DCP. Col