Mer

26/08

Teatro Auditorium Manzoni > 10:45

I CENTO CAVALIERI

Vittorio Cottafavi

Info sulla
Proiezione

Mercoledì 26/08/2020
10:45

Sottotitoli

Versione originale con sottotitoli

Modalità di ingresso

Tariffe del Festival

I CENTO CAVALIERI

Scheda Film

Presentato a Cannes, al di fuori di ogni manifestazione ufficiale, davanti a un pubblico di una dozzina di persone, essenzialmente composto da amici di Cottafavi (tra cui Freda e Pasolini), I cento cavalieri brillarono, come è giusto, di una luminosità superiore a quella di molti film in concorso. […] Narrato alla maniera di una cronaca insieme spettacolare e ironica, il film si ripropone di descrivere, senza magniloquenza ma con uno spirito di autentica serietà, il meccanismo stesso del collaborazionismo e della resistenza, precisamente in ciò che queste nozioni possono avere di universale: così le immagini possiedono con assoluta naturalezza il carattere di una favola esemplare. Quello che è appassionante nello stile di Cottafavi, e che ce lo rende prezioso, è la volontà che manifesta qui, in modo ancora più evidente rispetto all’eccellente Ercole alla conquista di Atlantide, di fare un cinema popolare e responsabile: la raffinatezza della forma, la bellezza plastica dei movimenti e dei colori, la felicità costante della narrazione non sono fini a se stessi, ma il veicolo perfettamente adeguato di una sorta di idea umanista che l’autore non perde mai di vista; è grazie a questa esigenza costantemente e felicemente alimentata che questo bellissimo film occupa un ruolo eccezionale, a metà strada tra cinema di intrattenimento e cinema impegnato: I cento cavalieri è dunque uno dei rari film di avventure storiche che senza errori può essere definito ‘moderno’. Basterebbe a offrirne la prova un elemento fondamentale: l’importanza che qui viene accordata alla parola, alle deliberazioni, agli scontri intellettuali. Per una volta, l’azione non significa esplosione di violenza gratuita che sacrifica unicamente alle esigenze del genere ma il risultato visibile di decisioni di ordine morale e politico: il film costruito molto consapevolmente sull’alternanza di lunghi dialoghi e di azioni deliberate che ne derivano.

Jean-André Fieschi, P.-S. À Cannes: Le cent cavaliers, “Cahiers du cinéma”, n. 180, luglio 1966

Nei Cento cavalieri ho tentato di applicare i canoni della ‘nuova epica’ al mezzo cinematografico. Ecco perché il film inizia e finisce con un monologo del pittore rivolto allo spettatore. Ecco perché la tragedia e la farsa si alternano quasi ad avere l’una il colore dell’altra. Ecco perché gli attori non si identificano nei personaggi ma ce li rappresentano come staccati da loro. E i dialoghi sono fuori del loro tempo storico, e tendono sempre ad una ambivalenza nel significato, in modo da non consentire allo spettatore una fuga, una evasione nella favola, ma da costringerlo a restare fuori del racconto, a tentare di chiarificare il significato dei fatti e delle idee e, infine, a fare una scelta.

Vittorio Cottafavi, in Paul Gilles, Vittorio Cottafavi parie des Cent cavaliers, “Cahiers du cinéma”, n. 207, dicembre 1968

Cast and Credits

int.: 100 Horsemen. Sog.: Vittorio Cottafavi, Giorgio Prosperi. Scen.: Vittorio Cottafavi, Jose Maria Otero, Giorgio Prosperi, Enrico Ribulsi, Jose Luis Guarner. F.: Francisco Marin. M.: Maurizio Lucidi; Scgf.: Ramiro Gomez. Mus.: Antonio Perez Olea. Int.: Mark Damon (don Fernando Herrera), Antonella Lualdi (Sancha Ordonez), Gastone Moschin (frate Carmelo), Arnoldo Foa (don Gonzalo Herrera), Wolfgang Preiss (Jeque), Barbara Frey (Laurencia), Rafael Alonso (Jaime Badanos), Hans Nielsen (Alfonso Ordonez, l’alcade), Mario Feliciani (sceicco Alben Gabon). Prod.: Domiziana Internazionale Cinematografica, Procusa Productores Cinematograficos Unidos, International Germania Film. DCP. D.: 110’. Bn.