Edizione 2020
Sezioni

The Film Foundation 30

Tra le istituzioni con cui il Cinema Ritrovato lavora da oltre dieci edizioni, un partner essenziale è The Film Foundation, che, in questo 2020, compie trent’anni; trent’anni durante i quali è stata determinante per affermare negli USA e nel mondo, la necessità, l’urgenza, il valore del restauro del patrimonio cinematografico. Questa edizione del festival presenta una sezione trasversale dedicata alla Film Foundation, a Martin Scorsese e ai cineasti che in questi trent’anni hanno sostenuto il suo lavoro.

The Film Foundation 30

Il Cinema Ritrovato Kids & Young

Schermi e Lavagne, il dipartimento educativo della Cineteca di Bologna, dedicherà una speciale programmazione ai piccoli cinefili: ogni pomeriggio i bambini e le bambine saranno accompagnati alla scoperta di piccoli e grandi capolavori del cinema del passato e del presente. Nel centenario della nascita di Federico Fellini, il programma si ispira principalmente alle atmosfere dei suoi film, al circo e alla dimensione del sogno a lui tanto cara. Proponiamo inoltre, per la prima volta, uno spettacolo a cura del Circo Sotto Sopra, Il grande viaggio di Augusto. Molte altre le rassegne in programma: un omaggio in due atti a Gianni Rodari e al potere della fantasia, un’incursione nel cinema d’animazione est europeo, un appuntamento con il cinema astratto surrealista musicato dal vivo dal duo So Beast e uno speciale omaggio allo scrittore Luis Sepúlveda, recentemente scomparso. Come da tradizione, dopo le proiezioni i piccoli spettatori potranno partecipare a laboratori e giochi ispirati ai film visti in sala. Un gruppo di giovani appassionati dai 14 ai 18 anni condurrà inoltre la rubrica online Pillole dal festival per giovani cinefili, rivolta ai loro coetanei in cui verrà presentata quotidianamente una selezione dei film in programma.

Il Cinema Ritrovato Kids & Young

Super8mm & 16mm - Piccolo grande passo

Colori vivaci, la poesia della grana, la libertà dell’indipendenza: questa sezione vi invita ancora una volta ad ascoltare il suono crepitante dei proiettori in sala e a scoprire le opere di tre grandi artisti visivi che hanno sperimentato con il passo ridotto. Rivolgeremo la nostra attenzione ai film prodotti nei Paesi Bassi, in particolare alle opere di un artista e cineasta-poeta stranamente poco noto, Henri Plaat, e ai film psichedelici di una delle figure centrali del cinema indipendente olandese, Barbara Meter. Dell’altro artista in programma, Peter Hutton, apprezzeremo uno squisito occhio cinematografico capace di cogliere immagini di straordinaria chiarezza e purezza.
A cura di Karl Wratschko e Mariann Lewinsky

Super8mm & 16mm – Piccolo grande passo

Documenti e documentari

Dedicata ai documentari classici (come Tempo di viaggio, co-diretto da Andrej Tarkovskij e Tonino Guerra), o ai film di storia del cinema e della cinematografia, questa sezione propone una selezione dei migliori e più recenti documentari tra cui storie di registi leggendari (Jean-Pierre Melville, Volker Schlöndorff), attori (Jane Fonda, Isabelle Huppert, Jane Birkin), direttori della fotografia (Tonino Delli Colli), distributori di film (Searching for Mr. Rugoff) – e il particolare caso di uno degli uomini più fidati di Hitler, Albert Speer, che ha avuto una singolare esperienza nel mondo del cinema, come viene raccontato in Speer Goes to Hollywood.
A cura di Gian Luca Farinelli

Documenti e documentari

I fuorilegge: Frank Tuttle vs. Stuart Heisler

Facendo dialogare le opere di due registi, la prima retrospettiva ‘comparata’ del Cinema Ritrovato illustra esempi perfetti di talento al di fuori del pantheon hollywoodiano: Frank Tuttle (1892-1963) e Stuart Heisler (1896-1979). Ciascuno dei due diresse gioielli – talora apprezzati, a volte dimenticati – del cinema americano, e questo programma intende restituire loro la statura di maestri a tutti gli effetti. I loro film, con percepibili differenze, sono splendidamente ritmati e imprevedibili nel variare il lessico cinematografico dei generi popolari. La decisione di proporli insieme è stata ispirata dalle visioni politiche e filosofiche che li accomunarono e che li portarono ad affrontare gli stessi temi (fascismo, dualismo, redenzione) con stili nettamente diversi.
A cura di Ehsan Khoshbakht

I fuorilegge: Frank Tuttle vs. Stuart Heisler

Gösta Werner, il senso dalla perdita

Per Gösta Werner (1908-2009), illustre storico del cinema svedese e eccezionale regista principalmente di cortometraggi su commissione, il cinema fu un’occupazione e un’ossessione totalizzante, uno stile di vita del quale fecero parte il lavoro di critico cinematografico, l’insegnamento, la riedizione di film stranieri per la distribuzione locale. E tuttavia oggi questo talento eclettico è ricordato soprattutto per una cosa: i suoi scritti. Il nostro omaggio propone una panoramica del cinema di Werner: due programmi di cortometraggi esplorano l’ampiezza e il respiro dei suoi film, realizzati all’insegna della sperimentazione e pensati con l’intento primario di informare il pubblico, comprendendo alcune opere canoniche quali Midvinterblot (1946). Il mediometraggio Mauritz Stiller (1987) offre poi un assaggio della sua attività di storico del cinema alle prese con il soggetto più venerato e studiato. Il film di finzione Gatan (1949), infine, ci mostra Werner all’apice della sua finezza di narratore.
A cura di Olaf Möller e Jon Wengström

Gösta Werner, il senso dalla perdita

Buster Keaton!

I cinque programmi di quest’anno guardano alla stagione d’oro di Keaton con un obiettivo più largo. Oltre ai nuovi restauri di The Boat (1921) e The Balloonatic (1923) presenteremo, sempre in versione restaurata, i due film che segnano l’alba e il tramonto della carriera di Keaton, The Saphead (1920) e Spite Marriage (1929), quest’ultimo restaurato in collaborazione con Warner Bros e The Criterion Collection. Lobster Films porterà in dote i suoi restauri di (entrambe le versioni) di The Blacksmith (1922) e The Love Nest (1923). Guardando questi film l’uno dopo l’altro potremo: avvistare un pallone aerostatico con braccia e gambe; ferrare un cavallo in una boutique di scarpe; salire a bordo della locomotiva più famosa della storia del cinema (dopo quella in arrivo alla Ciotat!); vedere una vasca affondare nel mezzo dell’Oceano Pacifico. Il progetto Keaton è promosso e realizzato da Fondazione Cineteca di Bologna e Cohen Film Collection.
A cura di Cecilia Cenciarelli con Serge Bromberg e Tim Lanza

Buster Keaton!

Venezia Classici

In quest’anno così drammatico e surreale, i film di Venezia Classici sono ospitati dal Cinema Ritrovato. Si tratta di una partnership inedita e importantissima tra due manifestazioni che nascono dalla stessa passione e dallo stesso intento, capace di dimostrare come la comunità cinefila sia in grado di rispondere a pandemia e crisi con uno spirito solidale e fraterno. Sotto il marchio Venezia Classici troverete film restaurati e presentati nella loro versione rinnovata in prima mondiale, capaci di grandissimo intrattenimento e al tempo stesso di offrire temi, emozioni e stilemi stimolanti a un pubblico attento, preparato ed esigente come quello del Cinema Ritrovato. Temporalmente i titoli della sezione coprono un arco di tempo che va dal 1937 di You Only Live Once, secondo film americano di Fritz Lang, uno dei primi noir della storia del cinema, fino al 1990 di Goodfellas di Martin Scorsese, capolavoro che ha cambiato per sempre il modo in cui il cinema racconta il mondo dei gangster. Film da godere e studiare, per continuare ad amare e sostenere il cinema e le sue modalità di fruizione, fortemente messe alla prova dalla pandemia e dall’isolamento forzato che ha imposto a tutti noi.
A cura di Alberto Barbera, Federico Gironi

Venezia Classici

Marco Ferreri ritrovato

Un viaggio nel cinema irriverente e crudele di Marco Ferreri, il più irriducibile tra i grandi registi italiani, seguendo le tracce di rarità ritrovate e dei più recenti restauri. Il suo affacciarsi al cinema nei primi anni Cinquanta in veste di produttore (e occasionalmente attore), per il cortometraggio Colpa del sole, unico film diretto da Alberto Moravia, e per il film collettivo L’amore in città. Gli esordi spagnoli nel segno d’un neorealismo deformato e intriso di grottesco veleno. I nitidi e crudi apologhi sull’istituzione matrimoniale, dall’episodio L’infedeltà coniugale a Marcia nuziale. Da La Grande bouffe, il più estremo e ‘insopportabile’ tra i film di Ferreri, a quello che forse è il capolavoro del regista milanese e apolide (vissuto tra Spagna, Roma, Napoli, Francia…), La donna scimmia, di cui presenteremo i tre diversi finali. E poi Break Up – L’uomo dei 5 palloni: film-emblema degli interventi censori, giudiziari e produttivi che hanno caratterizzato l’intera carriera di Ferreri, presentato nella versione integrale che recupera la sequenza a colori.
A cura di Emiliano Morreale

Marco Ferreri ritrovato

Henry Fonda for President

In questo 2020 così combattuto, Il Cinema Ritrovato propone all’elettorato un candidato molto particolare: Henry Fonda. La sua figura iconica e il rispetto che ispira tra gli attori americani lo rendono una scelta naturale. Il ruolo di Fonda nella vita sognata della repubblica del cinema va ben oltre l’‘integrità’ e la ‘semplicità’ che sono state spesso attribuite a lui e alla sua arte. La sua persona, come suggerisce questa rassegna, è la sintesi polifonica di tre distinti momenti storici e dei diversi modi in cui seppe interpretarli. Divenne celebre come popolare incarnazione dell’uomo del Midwest dei tardi anni Trenta, angustiato dalle contraddizioni tra capitalismo e democrazia. Durante la Seconda guerra mondiale e l’immediato dopoguerra acquisì altre qualità: un tocco di insicurezza e una certa vena tormentata, per passare poi a esprimere le speranze e le paure che accompagnarono la ‘dissolvenza incrociata’ tra l’era McCarthy e gli anni Sessanta di JFK. Nell’ambito di una ‘politique des acteurs’, Fonda appare allo stesso tempo come ‘Best Man’, ’Wrong Man’ e ‘Man With No Name’: l’idealista, l’uomo accusato ingiustamente, l’uomo senza nome.
A cura di Alexander Horwath

Henry Fonda for President

Pioniere del cinema in Unione Sovietica

Non è una semplice nota in calce alla Storia: fino agli anni Cinquanta, l’Unione Sovietica fu il paese con il maggior numero di registe donne. Il fatto stesso che si possano citare più di dieci grandi autrici di lungometraggi di finzione e altrettante documentariste, nonché alcune registe di film d’animazione, testimonia il forte impatto della Rivoluzione sul ruolo sociale delle donne – in un paese che in teoria doveva essere più ‘arretrato’ rispetto all’Europa occidentale. Nel 2013 Il Cinema Ritrovato ha reso omaggio a Olga Preobraženskaja. Vorremmo continuare, solo per citarne alcune, con la poliedrica Aleksandra Chochlova (principale collaboratrice di Lev Kulešov), la georgiana Nutsa ‘Nino’ Gogoberidze (il cui unico film, Užmuri, è stato riscoperto l’anno scorso) e Margarita Barskaja (autrice di Rvanye bašmaki, un classico). La rassegna presenterà anche le opere delle pioniere del documentario Esfir’ Šub e Lidija Stepanova, accanto ai film di campionesse di incassi quali Vera Stroyeva, Nadežda Koševerova e Tat’jana Lukaševič.
A cura di Irène Bonnaud e Bernard Eisenschitz

Pioniere del cinema in Unione Sovietica

Il secolo breve di Konrad Wolf

Noto come il più grande autore della Germania dell’est, Konrad Wolf ha avuto una vita affine all’esilarante unicità dei suoi film. Nel 1945, Wolf tornò dall’Unione Sovietica nella Germania nazista, dove la famiglia era esiliata: al tempo era un giovanissimo tenente dell’Armata Rossa. Raccontò poi questa sua esperienza nel classico Ich war neunzehn. Wolf studiò cinema all’ Istituto Statale di Cinematografia di Mosca ed intraprese una fortunata carriera al DEFA, dirigendo quattordici film. Fortemente convinto del potenziale del cinema nella costruzione di una società socialista, i suoi film hanno raccontato il passato ed il presente attraverso uno sguardo revisionista. Allo stesso tempo Wolf non ha mancato di avvicinarsi a certi temi sensibili che andavano oltre i confini del partito, esponendosi così alla censura di stato.
A cura di Ralf Schenk

Il secolo breve di Konrad Wolf

Cinemalibero

Nel programma di quest’anno, dedicato alla memoria della regista, attivista e poetessa Sarah Maldoror, presentiamo un numero importante di film restaurati per vie tortuose, dopo lunghe ricerche, superando gli enigmi della censura e la scarsità degli elementi disponibili. La rinascita di questi film ci mostra, ancora una volta, quanto il restauro sia un mezzo potente per riscrivere le molte storie del cinema. Quest’anno le voci di Jia Zhang-ke, Sarah Maldoror, Ritwik Ghatak, Mohammad Reza Aslani, Ruy Guerra, Mike de Leon e Gutiérrez Alea raccontano di disadattati ladruncoli di provincia, poeti guianesi, profughi bengalesi, famiglie decadenti, guerriglieri rivoluzionari, patriarchi di estrema destra e burocrati. Parlano la lingua della resistenza, della satira e dell’immaginazione.
A cura di Cecilia Cenciarelli

Cinemalibero

Cento anni fa: 1920

Con il 1920, entriamo in un nuovo decennio, nel quale la produzione cinematografica internazionale diventa di colpo vastissima. Per questa edizione abbiamo dunque dovuto stabilire delle priorità, e abbiamo voluto offrirvi eccitanti scoperte nel genere film d’avventura, alcune gemme dimenticate (tra le quali il cecoslovacco Tam Na Horách di Sidney Goldin) e rarità di grandi registi come Germaine Dulac, Ernst Lubitsch e André Antoine. Vi invitiamo inoltre a godere come mai prima d’ora dell’esperienza del cinema muto, con la proiezione di capolavori in copie che risplendono delle imbibizioni e dei viraggi curati da Jan Ledecký: tra questi Erotikon di Stiller, Die Spinnen di Lang e La cintura delle Amazzoni di Mario Guaita-Ausonia, quest’ultimo scritto dall’ancora immeritatamente misconosciuta Renée Deliot. Preparatevi alla pura gioia delle performances di attrici e attori come Astrea, Diana Karenne, Anny Ondra, Henny Porten, Ausonia, Polidor e Emil Jannings. Il programma sarà completato da una selezione di cortometraggi.
A cura di Mariann Lewinsky e Karl Wratschko

Cento anni fa: 1920

Anteprima mondiale di LAST WORDS

“Ricorderemo il mondo attraverso il cinema”, diceva Bernardo Bertolucci. Ma il cinema è anche l’arte della profezia e il nuovo film di Jonathan Nossiter, Last Words, ci porterà, chiudendo il festival, attraverso il cinema, alla fine del nostro secolo.

Anteprima mondiale di LAST WORDS

Yuzo Kawashima: l'anello mancante

Kawashima è l’‘anello mancante’ tra cinema giapponese classico e nouvelle vague nipponica. Allievo di Ozu e maestro di Imamura, i suoi film uniscono la cura e la precisione dell’epoca dello studio system con la sgargiante audacia degli anni Sessanta. Per Imamura, Kawashima “incarnò il nuovo cinema giapponese con dieci anni d’anticipo”, attestandone l’influenza duratura sul cinema del suo paese, malgrado la prematura scomparsa a soli quarantacinque anni. Le precarie condizioni di salute contribuirono a ispirargli una visione del mondo pessimistica e uno spiccato senso dell’assurdo. Nella sua opera, drammi realistici intensi e raffinati si affiancano a commedie disinvolte e imprevedibili, in bilico tra satira e farsa. Maestro di stile, Kawashima amava le composizioni elaborate e disponeva con intelligenza i suoi interpreti tra gli arredi e gli attrezzi di scena. Regista di attori, incoraggiava interpretazioni spigliate, chiassose e vitali in cui la mimica, il tono della voce, la postura, i gesti e i movimenti si combinavano rendendo le caratterizzazioni persuasive e dettagliate. La rassegna proporrà una selezione delle sue opere migliori.
A cura di Alexander Jacoby e Johan Nordström

Yuzo Kawashima: l’anello mancante

Il secolo del cinema: 1900

Il vecchio secolo è alle spalle. Dopo cinque anni di rodaggio, il cinema è in forma smagliante. Tra esaltazione della modernità elettrica e dispiegarsi d’un immaginario esotico, l’Esposizione universale di Parigi del 1900 sarà una ‘pietra miliare’ e un formidabile banco di prova per la nuova meraviglia tecnologica, che spalanca infinite vedute sul mondo. La nostra sezione è pensata non come un panorama, ma come una disseminazione centrifuga di immagini che s’irradia a partire da ciò che si vide all’Expo parigina: le vedute e le diapositive tricrome Lumière, l’Indocina colonizzata nei magnifici film del grande viaggiatore Gabriel Veyre e un programma ricostruito del Phono-Cinéma-Théatre. Altrove, intanto, una palpitante Venezia veniva catturata dall’operatore Giancarlo Stucky, il giramondo Joe Rosenthal andava dall’Inghilterra al Sudafrica e alla Cina in cerca di storie da filmare e il grande Georges Méliès fabbricava nuove meraviglie: una Jeanne d’Arc di monumentale lunghezza (250m) e un incantevole Rêve de Noël.
A cura di Mariann Lewinsky

Il secolo del cinema: 1900

Ritrovati e restaurati

Scoperte provenienti da tutto il mondo e il meglio dei nuovi restauri digitali e analogici; il risultato di anni di duro lavoro di archivi e laboratori di restauro. Quest’anno, oltre ai migliori restauri di capolavori come L’Étrange monsieur Victor, Luci del varietà, À bout de souffle e The Misfits, celebriamo il trentesimo anniversario della Film Foundation proponendo alcuni tra i loro restauri del cinema americano e italiano, tra cui Force of Evil, I cento cavalieri, Tap Roots, Accattone e la commedia I’m No Angel. Più ricchi e diversificati di quanto si possa immaginare (con ulteriori titoli da Germania, Cecoslovacchia e Svizzera), preparatevi a ritrovare alcuni classici moderni come il racconto di Robert Altman sui giocatori d’azzardo compulsivi, California Split, e il ritratto compassionevole di un vero outsider, The Elephant Man, di David Lynch.

Ritrovati e restaurati

L'invenzione dell'amore

Alice Rohrwacher e gli amici dell’Orecchio Acerbo ci porteranno la pandemia. Ma sarà una pandemia speciale, amorosa: A invenção do amor, poema scritto da Daniel Filipe nel 1961 (tradotto in immagini quattro anni dopo da António Campos), destinato a diventare uno degli inni della Rivoluzione dei garofani.

L’invenzione dell’amore