Edizione 2015
Sezioni

Peter Forever, omaggio a Peter von Bagh

L’ampiezza e la vera natura della produzione cinematografica di Peter von Bagh (circa sessanta film di durata variabile, da un minuto a una decina di ore) erano note solo a pochissime persone. Peter von Bagh era ossessionato dal montaggio, dalle giustapposizioni creatrici di senso. E lo affascinava l’idea del cinema come macchina del tempo: un’arte che conserva i ricordi, riporta in vita i morti, ci regala seconde occasioni che forse neanche ci meritiamo. Le immagini e i suoni erano il suo mondo, la sua anima. E a partire da essi creò la propria casa, nel luogo cui sapeva di appartenere: la Finlandia. Questa selezione di film permetterà al pubblico di conoscere meglio la figura che per tanto tempo è stata la mente e il cuore del Cinema Ritrovato.
Programma a cura di Olaf Möller

Peter Forever, omaggio a Peter von Bagh

Cento anni fa. Intorno al 1915

Il diva film, la guerra e l’emigrazione sono alcuni dei temi chiave del nostro viaggio nel cinema di cento anni fa. L’età d’oro delle abbaglianti dive italiane (Francesca Bertini, Lyda Borelli, Pina Menichelli) in capolavori restaurati come Assunta Spina, Fuoco, Rapsodia satanica. La guerra che lacera gli imperi austroungarico e ottomano, devasta l’Europa, manda in rovina l’industria del cinema e i suoi mercati. Alfred Machin, e i documentari realizzati per l’esercito francese, ma anche, tutti da scoprire, dei cortometraggi brillanti e il grande talento di Reginald Barker.
Programma a cura di Mariann Lewinsky e Giovanni Lasi

Cento anni fa. Intorno al 1915

Albert Samama Chikly, principe dei pionieri

Il Cinema Ritrovato rende omaggio ad Albert Samama Chikly (1872-1934), pioniere del cinema tunisino, geniale fotografo, tecnofilo, marinaio, principe, nomade. Primo cineasta e produttore africano, Samama Chikly gira film a partire dai prima anni del Novecento e fino agli anni Venti. Documenta la Grande Guerra per l’armata francese e realizza, in collaborazione con la figlia Haydée, sceneggiatrice e attrice, due lungometraggi di finzione. Grazie a nuovi ritrovamenti e ad una mostra in Sala Borsa potremo scoprire questo personaggio poliedrico, commentatore di una società in trasformazione.
Programma a cura di Aboubakar Sanogo, Cecilia Cenciarelli, Mariann Lewinsky e Ouissal Mejri.

Albert Samama Chikly, principe dei pionieri

Armenia. Il genocidio e il silenzio del muto

Tra il 1895 e il 1923 la popolazione armena dell’Impero ottomano viene ridotta alla fame e sterminata. Nell’ultima fase, che inizia nel 1915, il genocidio etnico degli armeni diventa un deliberato progetto politico dei Giovani Turchi che avevano preso il potere nel 1913. Commemoriamo questi tragici eventi mostrando rarissimi materiali documentari girati tra il 1911 e il 1923 e rendendo omaggio ai primi registi armeni (Patvakan Barkhudarian, Amasi Martirosyan) e ai loro film muti realizzati all’alba dell’era sovietica. Tra questi, Namus di Hamo Beknazarian, il primo film armeno, che proietteremo in una copia, ritrovata al Gosfilmofond di Mosca, con le musiche originali di com- positori armeni.
Programma a cura di Jay Weissberg, Mariann Lewinsky e Peter Bagrov

I Velle, un affare di famiglia 1900-1930. Gaston, Maurice e Mary Murillo

Figlio di un prestigiatore e prestigiatore egli stesso, Gaston Velle realizzò féeries e film a trucchi per la Pathé e la Cines. Figura di spicco del cinema delle origini, fu ingiustamente messo in ombra dai contemporanei Méliès e de Chomón. Negli anni Venti, il figlio di Gaston, Maurice Velle, operatore di talento, lavorò nel cinema francese. Compagna di Maurice era la britannica Mary Murillo (vero nome Mary O’Connor), che nel cinema americano degli anni Dieci brillò come sceneggiatrice firmando film per Norma Talmadge e altre dive. La storia dei Velle abbraccia trent’anni di cinema tra Francia, Italia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Questa breve rassegna illustra la varietà della loro produzione.
Programma a cura di Mariann Lewinsky e Luke McKernan

I Velle, un affare di famiglia 1900-1930. Gaston, Maurice e Mary Murillo

Valentina Frascaroli protagonista

Scritturata dalla Itala nel 1909, Valentina Frascaroli (1890-1955) appare in seguito in numerose comiche di Cretinetti. Briosa e graziosa, sapiente e civetta, furba e maliziosa, supera la controparte maschile quanto a versatilità, essendo impegnata sia come attrice comica (con Deed e, da sola, nella serie ‘Gribouillette’) sia come jeune ingénue in drammi come Sacrificata! (1910), Jane Eyre (1917) e Il delitto della piccina (1920). Poco infatti ci rimane dei suoi circa cento film, ma ogni singolo frammento è fuori del comune.
Programma a cura di Mariann Lewinsky

Valentina Frascaroli protagonista

Adorati Bluebirds

I Bluebird Photoplays hanno molte qualità: il glamour di attrici graziose ma troppo giovani per essere dive, eroine indipendenti al centro di buoni intrecci e, pur all’interno di uno schema ricorrente, una sorprendente originalità di situazioni. Tra le attrici, gli attori e i registi che lavorarono per questa effimera affiliata della Universal, si trova una notevole concentrazione di persone sul punto di diventare star e celebrità, come Carmel Myers, Mae Murray, Rodolfo Valentino e Rex Ingram. Notevoli anche le registe donne come Elsie Jane Wilson, che gira dieci film Bluebird tra il 1917 e il 1919 e Lois Weber. Nella selezione sara presentata il restauro di Dumb Girl of Portici di Lois Weber, unico lungometraggio della più grande ballerina del secolo scorso, Anna Pavlova. Programma a cura di Hiroshi Komatsu e Mariann Lewinsky.

Adorati Bluebirds

The Film Foundation’s World Cinema Project 2015

Continua l’esplorazione di voci personalissime e insieme universali attraverso i nuovi restauri del World Cinema Project, creato da Martin Scorsese all’interno di The Film Foundation e dedicato alla conservazione e al restauro di film dimenticati provenienti da tutto il mondo. L’aspra riflessione di Ousmane Sembène sul neocolonialismo e la subordinazione culturale nel suo seminale film di esordio La Noire de…, il sobrio ritratto di un agonizzante Marocco rurale in Alyam Alyam di Ahmed El Maanouni e la vita delle brulicanti baraccopoli di Manila in Insiang di Lino Brocka raccontano tutti l’annientamento dell’essere umano e della sua dignità.

The Film Foundation’s World Cinema Project 2015

A Simple Event: la nascita della nouvelle vague iraniana

Al termine della rivoluzione del 1979, l’Iran si ritrovò – per molti versi inaspettatamente – emarginato. Molti film iraniani degli anni Sessanta e Settanta furono condannati all’oscurità e all’inaccessibilità. Oggi alcuni cambiamenti del clima culturale ci hanno aperto le porte dell’archivio nazionale iraniano: proponiamo quattro film fondamentali realizzati tra il 1965 e il 1973, il periodo poi definito ‘nouvelle vague iraniana’. La selezione mette in luce i tratti del profondo rinnovamento cinematografico iraniano e preannuncia i rivolgimenti politici e sociali che dieci anni dopo avrebbero cambiato il volto del paese.
Programma a cura di Ehsan Khoshbakht, in collaborazione con National Film Archive of Iran

A Simple Event: la nascita della nouvelle vague iraniana

Tarda primavera. Un nuovo sguardo sul cinema del disgelo (prima parte: alba)

Il Disgelo è una stagione del cinema sovietico che viene spesso evocata ma raramente analizzata. I cinque-sei anni che seguirono la morte di Stalin portarono con sé la cauta promessa di una fase nuova in cui potessero avverarsi le speranze e i sogni maturati nella traumatica e insieme liberatoria esperienza collettiva della Grande guerra patriottica e della sua vittoriosa conclusione. I film proposti in questo programma consentono di guardare a un lato pressoché dimenticato del cinema del Disgelo: i suoi vivaci esordi, quando una diversa estetica del cinema sovietico si era sviluppata grazie agli esperimenti con i generi popolari (commedia, avventura, ecc.) e all’ispira- zione neorealista – un cinema sostanzialmente sconosciuto al di fuori dell’URSS.
Programma a cura di Peter Bagrov e Olaf Möller, in collaborazione con Gosfilmofond

Tarda primavera. Un nuovo sguardo sul cinema del disgelo (prima parte: alba)

Armoniosa ricchezza. Il cinema a colori in Giappone

Quando Jigokumon (La porta dell’inferno) giunse negli Stati Uniti, nel 1954, il critico del “New York Times” Bosley Crowther celebrò “l’armoniosa ricchezza di un colore” che metteva in luce sfumature degne “dei capolavori dell’arte giapponese”. Il successo del film, premiato a Cannes e agli Oscar, dovette molto all’uso sontuoso del procedimento americano Eastmancolor. Ma il passaggio del cinema giapponese al colore fu un’esperienza varia e complessa. Dopo le tecniche di colorazione del muto e le sperimentazioni prebelliche, il primo successo giapponese a colori, Karumen kokyo ni kaeru (Carmen Comes Home), fu prodotto dalla Shochiku impiegando il procedimento FujiColor. Nella prima metà degli anni Cinquanta, tutti i maggiori studios giapponesi iniziarono a esplorare le possibilità della nuova tecnica, sia per riportare in vita il passato storico, sia per documentare un presente in rapida trasformazione.
Programma a cura di Alexander Jacoby e Johan Nordström, in collaborazione con il National Film Center di Tokyo

Armoniosa ricchezza. Il cinema a colori in Giappone

Technicolor & Co. 2015

Il Cinema Ritrovato riprende il suo percorso di riscoperta dei colori originali dei film celebrando il Technicolor, che proprio nel 2015 compie cent’anni (anche se il sistema si affermò solo negli anni Trenta, quando le sue tinte accese divennero espressione del fantastico hollywoodiano). La sua evoluzione è stata indissolubilmente legata alla pellicola: per questo, per far risplendere la sua magia, ricorreremo alle copie vintage 35mm in Technicolor provenienti dalle collezioni di BFI, Cinémathèque française, Cinémathèque Royale de Belgique e Fox. Fino all’ultimo film in Technicolor, The Thin Red Line (La sottile linea rossa, 1998) di Terrence Malick. Evento speciale sarà la versione digitale restaurata in 3D di The Wizard of Oz – 3D (Il mago di Oz, 1939) di Victor Fleming, ‘impossibile’ operazione di restauro di un film originariamente non concepito in tre dimensioni.
Programma a cura di Gian Luca Farinelli.

Technicolor & Co. 2015

Ritrovati e Restaurati 2015

Come ogni anno, una selezione dei migliori restauri realizzati in tutto il mondo. Quest’anno più che mai, la sezione è attraversata da film che sono arrivati come meteore, che hanno cambiato il modo di raccontare per immagini: per citarne solo alcuni, On the Town, il musical girato da Kelly e Donen tra i grattacieli di New York che nel 1949 reinventa il genere, la distillata purezza delle immagini di Au hasard Balthazar, i nuovi tempi della narrazione e del capolavoro fenomenologico (a lungo invisibile, finalmente restaurato) Jeanne Dielman di Chantal Ackerman, la Trilogia di Apu di Satyajit Ray…
Programma a cura di Gian Luca Farinelli

Ritrovati e Restaurati 2015

120 Gaumont

Gaumont compie 120 anni! Altre società nate nella stessa epoca sono ormai solo un ricordo, un tema di studi universitari o l’oggetto di una malinconia legata agli albori del Ventesimo secolo. Gaumont vive ancora, più che mai, tra distribuzione e produzione, e il suo circuito di sale – di cui alcune mitiche – continua a essere vivacemente animato e frequentato. Oltre ai restauri di Ascensore per il patibolo di Malle e il Don Giovanni di Losey, celebriamo questo anniversario con Les Vampires, il più grande serial di Louis Feuillade, appena restaurato dalla Gaumont. Un serial anarchico e giocoso, punteggiato di tocchi comici, di trucchi improbabili e delle sensuali occhiate oblique di Musidora, alias Irma Vep. Grande spettacolo girato in una Parigi vuota e surreale, fatto per distrarre le platee mentre la guerra procede implacabile.

120 Gaumont

Ingrid Bergman. Gli esordi

Chi non conosce i film di Ingrid Bergman? Ma chi ha visto i suoi esordi pre-hollywoodiani, i film di metà anni Trenta (alcuni firmati da un grande raffinato regista come Gustaf Molander) in cui Bergman già rivelava una straordinaria cinegenia unita a un intenso, sensibile talento d’interprete? In occasione del centenario della nascita, oltre che in quattro film svedesi e nel suo unico film tedesco, ritroveremo la meravigliosa Ingrid anche in Casablanca, il film che ne consacra il mito, in Europa ’51, forse il film più bello tra quelli in cui è stata diretta da Roberto Rossellini, e nel recentissimo documentario di Stig Björkman Jag är Ingrid (Ingrid Bergman – In Her Own Words, Io sono Ingrid). L’incontro con Isabella Rossellini si preannuncia come uno dei momenti più emozionanti del festival.
Programma a cura di Jon Wengström (Svenska Filminstitutet)

Ingrid Bergman. Gli esordi

Seriamente divertenti. I film di Leo McCarey

Fin dagli anni Venti, quando si fece le ossa negli Hal Roach Studios lavorando con Laurel & Hardy e Charley Chase, Leo McCarey si concentrò sempre su quello che in una conversazione con Peter Bogdanovich chiamò “l’ineluttabilità degli incidenti”. Nei suoi film, piccoli intoppi si trasformavano in ostacoli insormontabili, mentre stravaganze e manie dei suoi personaggi ‘troppo umani’ entravano in collisione tra loro, creando inarrestabili effetti a catena. Lungo trent’anni di carriera McCarey attraversò con smagliante successo lo slapstick muto, la screwball comedy, la commedia romantica, il melodramma sentimentale e perfino il film edificante d’argomento religioso, riuscendo nel suo personalissimo modo a far deragliare ciascuno di questi generi. Programma a cura di Steve Massa, in collaborazione con Lobster Films.

Seriamente divertenti. I film di Leo McCarey

La bella gioventù. Renato Castellani

Renato Castellani esordisce giovanissimo con le opere forse più radicali della scuola ‘calligrafica’. Il suo gusto squisito scopre nel dopoguerra gli ambienti contemporanei e popolari, e Castellani diventa il cantore di una nuova gioventù, di un’innocenza quasi al di là del bene e del male. Troppo spesso identificato con la stagione del calligrafismo o quella del neorealismo rosa, Castellani è uno dei registi più affascinanti, e meglio invecchiati, del cinema italiano tra anni Quaranta e Cinquanta.
Programma a cura di Emiliano Morreale (CSC – Cineteca Nazionale)

La bella gioventù. Renato Castellani

Rarità dal cinema italiano del dopoguerra

‘Rarità’ è un termine dai molti possibili significati. In questa sezione lo decliniamo in quattro forme. Opere da lungo tempo invisibili di e con grandi nomi del cinema (Zurlini, Blasetti, Maselli, Manfredi…). Film usciti nelle sale qui riproposti in versioni che il pubblico non ha mai potuto vedere (la ricostruzione del magnifico L’amore povero di Raffaele Andreassi, uscito mutilo nel 1963 col titolo I piaceri proibiti). Lavori di personalità che non troverete in nessun libro di cinema (i sorprendenti Super8 girati nell’ospe- dale psichiatrico di Torino dal professor Gustavo Gamna negli anni Sessanta). Esperimenti spettacolari di cui mostriamo le copie originali (i documentari degli anni Cinquanta girati in CinemaScope, Ferraniacolor, e quattro piste magnetiche da Gian Luigi Polidoro).
Programma a cura di Andrea Meneghelli

Rarità dal cinema italiano del dopoguerra

Il jazz al cinema

Vivace jam session tra realtà e invenzione, questa rassegna esplora la vita del jazz nel cinema, portando sullo schermo tanto i suoi interpreti quanto il suo pubblico, in una serie di documentari e di film di finzione. Oltre a documentari di spicco quali Jammin’ the Blues e Jazz on a Summer’s Day, il programma propone film in cui celebri musicisti jazz interpretano se stessi (Charles Min- gus e Dave Brubeck in All Night Long), e in cui l’ascolto della musica jazz svolge un ruolo impor- tante (Colpo di fulmine di Howard Hawks e When it Rains di Charles Burnett). Presenteremo due lavori di Gianni Amico e alcuni dei primi film jazz sonori (Black and Tan Fantasy di Dudley Murphy) in versioni recentemente restaurate, nonché rarissimi soundies degli anni Quaranta.
Programma a cura di Ehsan Khoshbakht e Jonathan Rosenbaum

Il jazz al cinema

Documenti e documentari 2015

Il cinema come crocevia della storia culturale e sociale passata e presente. Ritratti/indagini su grandi figure d’autore come Orson Welles, Ousmane Sembène, Serge Daney e Jean-Luc Godard. La storia del cinema italiano del dopoguerra ripercorsa da Giulio Andreotti e le immagini girate nell’Afghanistan e nell’India di fine anni Trenta da una delle più grandi esploratrici del Novecento, Ella Maillart.
A completare il programma due documenti straordinari sulla seconda guerra mondiale. German Concentration Camp Factual Survey, un film inglese del 1945 che doveva servire a fare capire ai tedeschi i meccanismi perversi dello sterminio, ma poi oscurato quando la guerra fredda cambiò velocemente gli equilibri del mondo. The Memory of Justice (1978) di Marcel Ophüls, un documentario fiume sui processi al sistema nazista e un collage di una quarantina di interviste che analizzano il totalitarismo.

Documenti e documentari 2015

Progetto Chaplin 2015

Per sedici anni consecutivi Il Cinema Ritrovato ha tenuto a battesimo il restauro di uno o più film di Charlie Chaplin che, proiettati in Piazza Maggiore, sono riusciti con la stessa potenza a trascinare migliaia di anime dentro un’unica, oceanica, risata. Ogni anno abbiamo tentato di condividere le scoperte (più o meno rilevanti) emerse dall’esplorazione dell’archivio Chaplin e di offrire momenti di incontro per discutere le complessità estetiche, metodologiche e tecniche inerenti ai singoli restauri.

Progetto Chaplin 2015

Progetto Keaton 2015

Un altro maestro dell’epoca muta tornerà a vivere grazie all’impegno del- la Cineteca di Bologna e del suo laboratorio L’Immagine Ritrovata: dopo il lungo lavoro dedicato a Charles Chaplin, ora Buster Keaton e la sua intera opera cinematografica saranno al centro di un pluriennale progetto di restauro in collaborazione con Cohen Film Collection. In anteprima al Cinema Ritrovato i nuovi restauri di One Week, cortometraggio del 1920 che sinte- tizza e sublima l’immaginario americano della casa ready-made; e Sherlock Jr. (1924), uno dei primi film sul cinema, compendio perfetto delle virtù di Keaton: la sua irresistibile imperturbabilità, le invenzioni tecniche, le straordinarie acrobazie e le molte gag semplicemente perfette.
Programma a cura di Cecilia Cenciarelli

Progetto Keaton 2015

Cinema Ritrovato Young

Rivolto a ragazzi a partire dai dodici anni, il programma del Cinema Ritrovato Young 2015 include Giovani Filmmaker, un workshop per conoscere i meccanismi del cinema sperimentandone tutte le fasi di produzione, e Musica per immagini, un laboratorio aperto a giovani strumentisti e compositori che insieme al maestro Daniele Furlati potranno rimusicare un cortometraggio della storia del cinema. Gli appassionati di critica cinematografica avranno la possibilità di parteci- pare a Parole e voci dal festival: una redazione coordinata da Roy Menarini seguirà il festival giorno per giorno tramite il blog CinefiliaRitrovata.it e suggerirà, tra i film in programma, i titoli più interessanti per i giovani cinefili.

Cinema Ritrovato Young

Cinema Ritrovato Kids 2015

Il Cinema Ritrovato Kids is getting bigger every year. Progetto Schermi e Lavagne and Associazione Paper Moon have created a special programme for young cinephiles at the Cineteca’s Sala Cervi. Every afternoon, from June 24th until July 4th, children can watch a series of screenings organised by theme: from pioneers of cinema to travelling, from dreams to the magic of fairytales, discovering films of yesterday and today from all over Europe and beyond. Furthermore, the young spectators can then participate in laboratories and games inspired by the films they have seen in our ‘Spazio Cinnoteca’, a new and completely renovated didactic space for kids beside Sala Cervi.

Cinema Ritrovato Kids 2015