MADAME ROLAND

Enrico Guazzoni

Int.: Emilio Ghione (Viard), Gianna Terribiligonzales (Madame Roland); Prod.: Cines 35mm. L.: 238 M. D.: 13′ A 16 F/S.

 

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Il film offre prova di un’attenta visione ‘cinematografica’, di un’alta padronanza della macchina da presa da parte di Guazzoni; anche se le inquadrature sono immobili, la drammatizzazione del punto di vista emerge da atipiche angolazioni di ripresa. Alcuni passaggi meno descrittivi, ma intensamente drammatici, ‘raccontano’ il film con impronta autoriale e non si limitano a riprendere l’azione come fosse circoscritta a un palcoscenico. I viraggi e le imbibizioni che ravvivano la pellicola sono diversificati a seconda delle ambientazio­ni in interni ed esterni. Da segnalare l’utilizzo delle scene di massa (davvero molte le comparse per un progetto di così modesta durata), riprese in modo da suscitare inquietudine: il taglio sghembo e la visione in lontananza sottolineano la soperchieria che sta subendo la donna, completamente sola, annunciano la fine tragica di un’inno­cente. Ghione è a proprio agio nel ruolo, e il dinamismo dell’attore conferisce un apparente movimento alle riprese fisse. La sua recita­zione è fortemente evocativa: veste con credibilità gli abiti settecen­teschi, il suo corpo sguscia dalle inquadrature, è nervoso, alterato nei movimenti, ogni minima emozione del personaggio è sottolinea­ta da uno sguardo diabolico, allusivo, uno scatto, una mano artigliosa che sventra l’aria, un sorriso sardonico in un costante – ma apparentemente indifferente – dialogo con il pubblico. Gli altri attori sembrano recitare per il teatro, tendenzialmente immobili. Invece Ghione sa che deve comunicare con lo spettatore, e non perde tempo: il suo personaggio così ributtante diviene fascinoso.

Denis Liotti

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