FURCHT

Robert Wiene

Scen.: Robert Wiene. Int.: Bruno Decarli (Graf Greven), Conrad Veidt (sacerdote indiano), Mechthildis Thein, Bernhard Goetzke, Hermann Picha. Prod.: Messter-Film GmbH  35mm. L.: 1467 m. D.: 72’ a 18 f/s. Imbibito

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Il protagonista, un aristocratico tedesco (Bruno Decarli), ruba un idolo durante un soggiorno a Giava. Il fantasma del sacerdote cui ha sottratto l’oggetto sacro, però, lo ossessiona e gli profetizza una morte vicina: ha ancora soltanto sette giorni di vita.
Film sorprendente, misterioso e onirico, dominato da un sentimento di paura che presiede a ogni azione, dalla prima all’ultima inquadratura. Film romantico e psicoanalitico, apparentemente senza limiti temporali ma dominato dallo scorrere ineluttabile dei giorni che ritmano la storia. Un film di corpi, quello giovanissimo di Veidt, magrissimo e inquietante, corpo immateriale che attraversa le scene del film per la sua inevitabile rivincita. Quello di Decarli sempre più appesantito dal trascorrere del tempo, nonostante le folgoranti avventure che vive, su tutte l’incontro amoroso, girato con una macchina fissa e animato da corpi che sembrano ballare tra loro alla ricerca di un punto di equilibrio.

Gian Luca Farinelli

Copia proveniente da

Per concessione di Friedrich-Wilhelm-Murnau-Stiftung