Traviata ’53 / Fille d’amour

Vittorio Cottafavi

Sog.: Tullio Pinelli, Federico Zardi, da La Dame aux Camélias di Alexandre Dumas figlio; Scen.: Tullio Pinelli, Siro Angeli, Vittorio Cottafavi (non accreditato); F.: Arturo Gallea; Mo.: Loris Bellero; Scgf.: Giancarlo Bartolini Salimbeni; Mu.: Giovanni Fusco; Int.: Barbara Laage (Margherita), Armando Francioli (Carlo Rivelli), Eduardo De Filippo (comm. Cesati, doppiato da Giulio Panicali), Gabrielle Dorziat (Zoe), Marcello Giorda (ing. Rivelli), Carlo Hintermann (Gianpaolo), Lina Acconci, Adolfo Geri (Donati), Arrigo Basevi, Gianna Baragli (signora Rivelli), Luigi Tosi (il medico), Elodia Maresca, Ebe Vinci, Tony Di Mitri, Alberto Collo; Produzione: Giorgio Venturini per Produzione Venturini (Roma)/Synimex (Paris); Pri. pro.: 7 ottobre 1953. 35mm. L.: 2670 m. D.: 97’.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Io mi situo tra coloro che rifiutano di credere all’esistenza del cinema italiano (eccettuati Rossellini e Antonioni). E dunque ancora maggiore, e letteralmente impressionante, è stata per me la sorpresa di Fille d’Amour [titolo francese di Traviata ’53], che invece gli specialisti in italianerie (anche ammettendo che se ne siano dati qualche pena), sembrano non tenere in alcun conto. Fille d’Amour, sottotitolato, e non ne capisco proprio il motivo, Traviata ‘53, è esattamente un adattamento moderno de La Dame aux Camélias, e non mi resta che prendere atto: 1) che non c’è alcuna caduta di gusto, anzi semmai il contrario 2) che il sordido e il miserabilismo non vi giocano alcun ruolo 3) che per la prima volta Barbara Laage recita, cioè si muove, smuove, ride, piange e saltella 4) che il regista Vittorio Cottafavi, di cui a Parigi si è avuto modo di vedere soltanto Milady et les mousquetaires (Il boia di Lilla), ha saputo cavarsela più che onorevolmente ed il suo Fille d’amour mi ha fatto irresistibilmente pensare a Cronaca di un amore. La produzione italiana – ogni giorno più invadente – ci sta dunque preparando – come del resto quella americana – liete quanto inattese sorprese nel campo ingrato ma prestigioso delle serie B o C. Comunque, ci piace sperarlo.

Robert Lachenay [François Truffaut], Fille d’amour. La signora aux camélias, “Cahiers du cinéma”, n. 36, giugno 1954

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