The Strong Man

Frank Capra

T. alt.: The Yes Man; T. it.: La grande sparata / L’atleta innamorato; Sog.: Arthur Ripley; Scen.: Tim Whelan, Tay Garnett, James Langdon, Hal Conklin (non accreditati Robert Eddy, Clarence Hennecke); F.: Elgin Lessley, Glenn Kershner; Mo.: Harold Young; Op.: Denver Harmon; Int.: Harry Langdon (Paul Bergot), Priscilla Bonner (Mary Brown), Gertrude Astor (Gold Tooth), William V. Mong (Parson Brown), Robert McKim (Roy McDevitt), Arthur Thalasso (Zandow the Great), Brooks Benedict (Bus Passenger); Prod.: Harry Langdon Corporation; Distr.: First National Pictures; Pri. pro.: 5 settembre 1926 35mm. D.: 75’ a 24 f/s. Bn.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Per Frank Capra La grande sparata era “più di una semplice commedia”. Fin dalle sequenze iniziali del suo primo film come regista, nel rievocare la propria esperienza primaria (la rinascita in quanto americano), Capra proclama anche la propria identità artistica. Harry Langdon interpreta il ruolo di Paul Bergot, un soldato belga che arriva negli Stati Uniti a bordo di un enorme piroscafo, passa sotto lo sguardo protettivo della Statua della Libertà e sbarca a Ellis Island. Nella didascalia che precede la sequenza, Paul viene definito come “uno dei tanti migranti alla ricerca di un nuovo Arcobaleno nella Terra Promessa”. È importante notare come questo sia l’unico film in cui Langdon non ricopre il ruolo di “Harry” o del “Ragazzo”, ma possiede un’identità a parte. Questo probabilmente per il desiderio di Capra di costruire un personaggio più simile a se stesso, dotato di una maggiore e insolita profondità. Nei crediti a Ripley viene attribuita la paternità in solitario del soggetto, Tim Whelan, Tay Garnett, James Langdon e Hal Conklin compaiono come sceneggiatori (tacendo così del contributo di Bob Eddy e Clarence Hennecke), ma la personalità dominante del film è chiaramente quella di Frank Capra. I temi chiave, infatti, di questa favola morale (che avrebbe dovuto inizialmente chiamarsi The Yes Man) riflettono tutti, sia pure in chiave comica, aspetti della vita di Capra: la scoperta da parte dell’ingenuo immigrato della corruzione presente nelle grandi città americane; lo shock del suo primo incontro con una donna calcolatrice e più vecchia di lui; i primi passi nel mondo dello spettacolo come assistente di un forzuto; l’improvvisa ascesa alla celebrità nei panni sbagliati di un forzuto; il tentativo di sconfiggere la corruzione che è giunta a stravolgere anche una cittadina di provincia come Cloverdale (ovvero Hollywood); l’attaccamento romantico a una donna pura e integra, per amore della quale anche il più debole degli uomini può diventare un vero uomo, uno strong man.

Joseph McBride, Frank Capra: The Catastrophe of Success, Simon & Schuster, New York 1992 (edizione rivista, St Martin’s Griffin, New York 2000)

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