THE PENALTY

Wallace Worsley

F.: Don Short. Sc.: Charles Kenyon, Philip Lonergan, dal romanzo omonimo di Gouverneur Morris. M.: Frank E. Hull. In.: Lon Chaney (Blizzard), Claire Adams (Barbara), Kenneth Harlan (Wilmot), Charles Clary (dr. Ferris), Ethel Grey Terry (Rose), Edouard Trebaol (Bubble), Milton Ross (Lichtenstein), James Mason (Pete). P. Samuel Goldwyn. 35mm. L.: D.: 54’ a 21 f/s.
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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Il mio ruolo di Blizzard, in The Penalty, era anche più difficile di quello del “ranocchio” in The Miracle Man. Dovevo impersonare un uomo le cui gambe erano state amputate al ginocchio, e a questo scopo le mie estremità erano legate dietro con una bardatura appositamente costruita. Questo mi fermava la circolazione, e mi provocava sofferenze inenarrabili. Il dolore era così atroce che ero in grado di girare una scena solo per pochi minuti alla volta, e dovevo sottopormi a massaggi al cuore dopo ogni scena. Ero molto contento alla fine del film, benché non mi dispiaccia adesso di aver provato quel ruolo. I risultati sullo schermo furono molto convincenti; ancora oggi, ci sono migliaia di persone che si rifiutano di credere che io non sono uno storpio senza gambe.

Lon Chaney, in The Picturegoer, agosto 1922

The Penalty è la storia di un professionista del crimine che ordisce un piano per impadronirsi del mondo. […] Variety commentava: “Non si tratta di un grande film”. (La seconda moglie di Chaney, Hazel, era stata sposata con un uomo senza gambe e si dice che il soggetto di The Penalty sia nato in questo modo.). Ma quanti attori saprebbero oggi interpretare un film del genere? L’idea di un uomo senza gambe che costruisce una sala operatoria in un complicato ambiente sotterraneo in cui lavorano ininterrottamente schiavi stranieri, è pura follia. Ma Chaney riesce a renderla credibile. Nelle scene centrali la sua recitazione si mantiene minimale: egli si limita a trasudare la sua profonda collera. Non serve nient’altro.

Jeanine Basinger, Silent Stars, New York, Alfred A. Knopf, 1999

Copia proveniente da

Copia 35mm non restaurata in condizioni imperfette