THE HUNCHBACK OF NOTRE DAME

Wallace Worsley

R.: Wallace Worsley. Sc.: Edward T. Love Jr., Perley Poore Sheehan (dal romanzo di Victor Hugo). F.: Robert Newhard, Tony Kornman. M.: Sidney Singermann, Maurice Pivar, Edwar Curtiss. Scgf.: E.E. Sheeley, Sydney Ullman, Stephen Gosson. In.: Lon Chaney (Il gobbo), Patsy Ruth Miller (Esmeralda), Norman Kerry (Phoebus de Chateupers), Kate Lester (Madame de Gondelaurier), Winifred Bryson (Fleur de Lys), Nigel de Brulier (Don Claude), Brandon Hurst (Jehan), Ernest Torrence (Clopin), Tully Marshall (King Louis XI), Harry Van Meter (Monsieur Neufchatel), Raymond Hatton (Grincoire), Eulalie Jensen (Marie), Gladys Brockwell (Godule, Esmeralda’s Mother), Nick de Ruiz (M. le Torteru), W. Ray Myers (Charmolu’s Assistant), William Parke Sr. (Josephus), John Cossar (Justice of the Court), Edwin Wallack (King’s Chamberlain), Roy Laidlaw (Charmolu), George MacQuarrie, Jay Hunt, Harry De Vere, Pearl Tupper, Eva Lewis, Jane Sherman, Helen Bruneau, Gladys Johnston, Cesare Gravina. P.: George M. Stallings per Universal. D.: 93’

info_outline
T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Di The Hunchback of Notre Dame la Universal ha perduto tutti gli elementi 35mm. Finora era noto solo il materiale 16mm della Blackhawk. Recentemente David Shepard ha ritrovato una copia 16mm d’epoca, stampata dal negativo originale, che qui presentiamo.

“Nel 1923 la Universal firmò un contratto con Chaney per due film. Volevano realizzare una versione in 12 bobine per la Super-Jewel del romanzo di Victor Hugo, Notre Dame de Paris. Questo personaggio costituisce la vera pietra miliare della singolare carriera di Chaney; infatti, in Notre Dame, egli per la prima volta fu la star indiscussa di un film a grosso budget, film che in più lo metteva in stretto contatto professionale con Irving Thalberg, allora direttore di produzione per Carl Laemmle all’Universal, e che ben presto sarebbe stato il responsabile dei migliori film prodotti dalla MGM. Fin dagli inizi, Thalberg aveva la più grande stima per il lavoro di Chaney, e i film che egli produsse prima alla Universal, poi alla MGM, rifletterono sempre un gusto impareggiabile e un’attenta considerazione, oltre a fornire alla star dei ruoli superlativi.

Il Quasimodo di Chaney resta una performance definitiva, nonostante che il film sia stato rifatto varie volte in epoca sonora, prima con Charles Laughton e più di recente a Parigi con Anthony Quinn. Il Quasimodo di Chaney si distingue come il solo che sia davvero commovente e tragico; il suo Quasimodo era l’orrenda bestia che adorava e proteggeva la bella zingara Esmeralda, e sebbene il suo trucco fosse grottesco e repellente, non si poteva non scorgere l’innocente bellezza e la devozione infantile che inondavano il cuore di questo mostro disgraziato. La sua performance non era solo un tour de force interpretativo; era molto di più: l’interpretazione credibile di un essere umano.

La brutta gobba che deformava le sue spalle e la schiena consisteva di 40 libbre di gomma, ed egli vi aveva aggiunto 30 libbre di peso, con una placca sotto il petto e una bardatura di cuoio. Quando Charles Laughton interpretò la sua versione di The Hunchback of Notre Dame per la RKO, usò una gobba di cartapesta che pesava solo due libbre, perché sapeva che non sarebbe riuscito in ciò che aveva fatto Chaney con un handicap così tremendo. Laughton affermò: ‘Chaney non era solo un grande attore; era un magnifico ballerino; le famose star del balletto, come Nijinsky, possono esprimere ogni emozione e ogni sfumatura di significato nei movimenti dei loro corpi. Chaney aveva quel dono. Quando egli si accorgeva che aveva perso la ragazza, era il suo corpo che lo esprimeva; era come se uno sprazzo di luce avesse sconvolto il suo essere fisico. Davvero straordinario!’”.

DeWitt Bodeen, Lon Chaney, l’uomo dai mille volti, Focus on film, n. 3, 1970

 

Dalla collezione privata di David Shepard