The Cowboy Millionaire

Otis Turner

T. alt.: Fell Heir to a Million Dollars; Int.: Tom Mix, Carl Winterhoff, William Garwood, Mac Barnes, Adrienne Kroell, William Stowell; Prod.: Selig 35mm. Bn

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Anche se è troppo facile vedere Griffith come l’unico grande narratore del cinema americano delle origini, basta dare un’occhiata anche frettolosa al resto della produzione americana per renderci conto che tutti gli altri sfigurano al confronto in quanto ad ambizione e complessità. Da questo punto di vista il suo rivale più agguerrito è ovviamente la Vitagraph che nel 1909 aveva fatto uscire diversi adattamenti letterari, molti dei quali da Shakespeare (vedi per esempio Sogno di una notte di mezza estate che è compreso in questo programma). Sono film certamente riusciti dal punto di vista della messa in scena e dei costumi che però raramente arrivano a rivaleggiare con le nuove idee che Griffith stava applicando al cinema americano. Anche se non vanno sottovalutati film più modesti della Vitagraph, come The Tell Tale Blotter o The Forgotten Watch, che, articolando la narrazione su un singolo oggetto, possono vantare linee narrative molto precise. William Selig contemporaneamente aveva cominciato a produrre film western, un genere che proprio nel 1909 avrebbe raggiunto una popolarità internazionale. The Cowboy Millionaire è una commedia costruita sui diversi stili di vita tra Est e Ovest. Si apre con una sequenza, apparentemente documentaria, di un cowboy impegnato a domare cavalli selvaggi e tori e si chiude con una visione quasi onirica della vita, ormai appartenente al passato, nella Nuova Frontiera. Mr. Flip è uno slapstick prodotto dalla Essanay, la compagnia in cui aveva appena cominciato a lavorare Ben Turpin e nella quale anche Chaplin avrebbe mosso i primi passi. Il film racconta gli infortuni e le disavventure a cui va incontro il protagonista ogni volta che riversa, non ricambiato, le proprie attenzioni sulle donne che incontra (in un caso finisce anche infilzato da uno spillone piantato in una sedia). Hiawata è il primo film importante della IMP (più tardi Universal) di Carl Laemmle, una piccola compagnia che cercava apertamente di sfidare il monopolio della MPPC. Per quanto si tratti di un film minore, mostra comunque il fiuto commerciale di Laemmle, capace di mettere assieme un riferimento letterario (il lungo poema di Longfellow che tutti i bambini d’America studiavano a scuola) con una storia western. Girato tutto in esterni, il film mostra, se non proprio una grande abilità nella resa poetica, almeno una notevole destrezza nella descrizione dell’azione cinematografica.

Tom Gunning

 

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