The Bitter Tea of General Yen

Frank Capra

T. it.: L’amaro tè del generale Yen; Sog.: dal romanzo di Grace Zaring Stone; Scen.: Edward Paramore; F.: Joseph Walker; Mo.: Edward Curtis; Scgf.: Stephen Goosón; Mu.: W. Frank Harling; Su.: E. L. Bernds; Int.: Barbara Stanwyck (Megan Davis), Toshia Mori (Mah-Li), Nils Asther (General Yen), Walter Connolly (Jones), Gavin Gordon (Dr. Robert Strike), Lucien Littlefield (Mr. Jackson), Richard Loo (Capitano Li), Helen Jerome Eddy (Miss Reed), Emmett Corrigan (vescovo Harkness), Clara Blandick (Mrs. Jackson), Moy Ming (Dr. Lin), Robert Wayne (Reverendo Bostwick), Knute Erickson (Dr. Hansen), Ella Hall (Mrs. Hansen), Arthur Millette (Mr. Pettis), Martha Mattox (Miss Avery), Jessie Arnold (Mrs. Blake), Miller Newman (Dr. Mott), Arthur Johnson (Dr. Shuler), Adda Gleason (Mrs. Bowman) Daisy Robinson (Mrs. Warden), Doris Louellyn (Mrs. Meigs); Prod.: Walter Wanger, Frank Capra per Columbia Pictures; Pri. pro.: 11 gennaio 1933 35mm. D.: 88’. Bn.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Gli esotici racconti dell’est nella cinematografia americana non si basano tanto sulla realtà, ma piuttosto descrivono la mentalità americana – le paure, i pregiudizi razziali e la coscienza collettiva. Questo avviene anche in The Bitter Tea of General Yen (1933), dove Capra eleva questo peculiare genere di film a un livello stranamente nobile. Questa orchestrazione ammirevole delle paure e dei pregiudizi razziali è situata in una Cina da studio. La sposa di un missionario viene imprigionata dal crudele e misterioso generale Yen durante i tormenti della rivoluzione, proprio solo un paio di ore prima del matrimonio. Il terrificante generale Yen si trasforma gradualmente in oggetto del desiderio della giovane sposa in una sequenza di eventi dove sogno e realtà si confondono. Il generale Yen, interpretato dallo svedese Nils Asther, è sia un animale grottesco che – nel sogno – un grande salvatore e un tenero amante in un mondo che non si avvererà mai. Lui si impegna allo spasimo, non gli importa della fama, dei soldi o del regno. Muore tra le braccia della donna dei suoi sogni proprio quando lei – la stupenda Barbara Stanwyck – si è preparata per donargli la sua verginità. Si tratta un’altra volta di una favola alla Capra, e il film forma uno strano double bill con l’utopia di Lost Horizons che uscirà un paio di anni più tardi. Il film incassò meno – così racconta Capra nella sua biografia – perché insinuare l’amore fra una bianca e un cinese fu troppo per i britannici, che lo censurarono. Secondo il regista “…il film era trent’anni avanti rispetto ai suoi tempi…”, e noi non possiamo che aggiungere che l’opera, che ai suoi tempi fu scelta per l’apertura del Radio City Music Hall, è uno dei migliori film della lunga carriera di Capra.

Peter von Bagh

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