Roman d’une écuyère

Camille de Morlhon

Prod.: Pathé 35mm. L.: 240 m. Imbibito / Tinted

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

I film diventano adesso più lunghi – no, i film non diventano per davvero più lunghi, solo alcuni. In quasi tutte le serie (cioè nei diversi generi) la lunghezza dei film nel 1909 è tra i 100 e i 200 metri: non è molto di più rispetto al 1907 e non è neanche molto meno rispetto al 1914. I film lunghi (quelli che oggi vengono chiamati lungometraggi) si concentrano tra le scènes dramatiques e di tanto in tanto si trova un film lungo di viaggio e d’esplorazione come Chasse en Abyssinie (Hyacinthe Pirmez, 1908-1909, 900 metri). I film brevi del 1909 ci colpiscono spesso per l’efficienza narrativa e la raffinatezza con cui organizzano un’azione comica o tragica che, non compressa, occuperebbe un film lungo.

“L’Assommoir fut le premier film français de long métrage” (“L’Assommoir fu il primo lungometraggio francese”), sentenziò in maniera lapidaria Henri Bousquet nel catalogo Pathé del 1909. E con 740 metri, il film di Capellani raggiunse effettivamente i 40 minuti, più del doppio rispetto agli illustri titoli concomitanti della Film d’Art. L’attore e regista di talento, Albert Capellani, si affermò come un eccellente direttore artistico della Société Cinémathographique des Auteurs et Gens de Lettres (S.C.A.G.L. – Pathé) fondata nel 1908 da Charles Pathé, e i suoi adattamenti cinematografici di Les Misérables (1912) e Germinal (1913) furono di gran lunga i film francesi di maggior successo nel periodo antecedente alla prima guerra mondiale. Del suo Assommoir si conoscevano per lungo tempo soltanto due frammenti; ora, una copia integrale rinvenuta da poco in Belgio, fa sì che si possa inserire questo importante film del 1908 e annunciare, con gioia, una retrospettiva su Albert Capellani che stiamo organizzando per la prossima edizione del Cinema Ritrovato.

Mariann Lewinsky

Il film di Capellani non è tratto direttamente dal racconto di Zola, ma dall’adattamento per il teatro fatto da William Busnach e Octave Gastineau, autorizzato ma non approvato dall’autore, e rappresentato per la prima volta all’Ambigu Theatre di Parigi il 18 gennaio 1879. Nella prefazione alla prima pubblicazione della pièce nel 1881, Zola sottolinea che l’intento di Busnach e Gastineau è quello di voler presentare una serie di scene di vita popolare che coinvolgono per più di vent’anni i protagonisti, legati assieme solo dalla perpetua malevolenza di Lantier e Virginie nei confronti di Copeau e Gervaise. Zola sostiene che, se il dramma è una forma di concentrazione della tragedia classica, un simile trattamento dei fatti non può definirsi vera drammaturgia; con il senno di poi potremmo definirlo più cinematico che drammatico. Capellani segue la pièce alla lettera, non considerando così alcuni personaggi minori e l’epilogo che segue la morte di Copeau, lasciando dunque irrisolti i destini degli altri tre personaggi principali.
Il film era già pronto per una proiezione di gala di produzioni Film d’Art che si tenne il 21 dicembre 1908, ma fu distribuito solo nell’aprile del 1909. E l’influenza della Film d’Art è evidente, specialmente nella scena in cui Copeau cade dall’impalcatura, composta di diverse inquadrature di spazi adiacenti legati fra loro dai movimenti del personaggio, come la scena della morte del duca in L’Assassinat du duc de Guise, anche se in L’Assommoir due di questi spazi si congiungono verticalmente e non orizzontalmente.

Ben Brewster, Lea Jacob

Copia proveniente da