RIVISTA CINES N. 1

P.: Cines-Pittaluga. L.: 350m D.: 11’. vc. n. 26030 del 30 settembre 1930.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Il 23 maggio 1930, un venerdì, vengono inaugurati ufficialmente gli stabilimenti romani della nuova Cines, da poco rilevati e rimessi in opera da Stefano Pittaluga per farne il primo centro di produzione italiano di film sonori. Alla cerimonia interviene Giuseppe Bottai, ministro per le Corporazioni del regime fascista che, rispondendo al saluto e agli interessati auspici di Pittaluga, preannuncia un organico programma di intervento statale – per la prima volta nella storia italiana – a sostegno della produzione cinematografica nazionale. Il 7 ottobre seguente, al Supercinema di Roma venne presentato il primo film realizzato nei nuovi stabilimenti, La canzone dell’amore di Gennaro Righelli, introdotto da questo numero speciale (in realtà il primo numero: con ogni evidenza, il pilota di una serie ancora allo stadio di progettazione) della Rivista Cines: singolare esperimento di cinegiornale che la neonata casa di produzione tentò di contrapporre, nei due anni seguenti, ai già affermati concorrenti stranieri, come la Fox Movietone Review e, soprattutto, al Giornale Luce, organo di informazione ufficiale controllato direttamente dal regime. Interamente dedicata all’inaugurazione e ai primi passi dei nuovi stabilimenti, la Rivista costituisce un documento eccezionale, non solo perché contiene quasi per intero il discorso di Bottai, ma anche perché è una delle pochissime testimonianze dirette che restano sulla Cines di Pittaluga (gli stabilimenti, in parte distrutti da un incendio nel 1935, vennero definitivamente demoliti nel 1937) e in quanto testimonianza di un linguaggio cinematografico che tentava di coniugare informazione e spettacolo.

Copia proveniente da

Restaurata dal negativo originario ritrovato negli archivi della Cineteca Nazionale.