RESTO UMANO

Int.: Maddalena Céliat, Ettore Berti, Paola Monti, Guido Brignone. P.: Film d’Arte Italiana, Roma. 35mm. L.o.: 615m. L.: 600m. D.: 29‘ a 18 f/s.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Tra il 1909 e il 1914, la FAI ha prodotto 126 film; poi l’attività è andata scemando fino a produrre un solo film per anno intorno agli anni Venti. In tutto, fanno più di 150 titoli. Di questi, fin qui, sono stati reperiti una sessantina. A prima vista, si conferma quanto già all’epoca si andava pubblicizzando: privilegio dei film in costume, che siano avvenimenti storici o volgarizzazioni di opere letterarie o teatrali classiche (da Shakespeare a Schiller, e così via). Tuttavia – e non è cosa acquisita – non mancano i cosiddetti “film psicologici”, ovvero melodrammi borghesi (…). O ancora questo inaspettato film, Resto umano (1912), che vede tra i suoi interpreti Guido Brignone: una signora legge Madame Bovary e finisce fra le braccia di un farabutto, un falso conte che finirà prima per perderla, poi per pugnalarla…Il marito della Signora è, per tutta precisione, uno stimato medico; gli chiedono di eseguire un’autopsia su un cadavere, e il cadavere non è che sua moglie. Niente male per un film d’art! Come va a finire? Il medico impazzisce – ma questo l’ho appreso da una trama d’epoca giacché la copia del film è mutila.

Michele Canosa, “Muto di luce”, in Fotogenia, n. 4/5, 1999

 

Copia proveniente da

La presente edizione è stata realizzata nel 1998 a partire da un duplicato positivo su supporto di sicurezza conservato dalla Cinémathèque Française. Le didascalie, assenti dal negativo, sono state integrate grazie al fondo di sceneggiature originali conservate dalla Bibliothèque Nationale de France, Département des Arts du Spectacle, e tradotte in italiano