Princess Nicotine

T. alt.: The Smoke Fairy; T. it.: La principessa Nicotine; Prod.: Vitagraph 35mm. L.: 109 m. Col

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Nell’articolo intitolato “Esposizione, congresso, concorso et similia”, apparso sulla “Rivista Fono-Cinematografica” del 4 agosto 1908, il redattore Vice X già preannuncia il prossimo allestimento di un concorso cinematografico internazionale da tenersi a Milano. La gestazione del progetto si rivelerà lunga e complessa, ma un anno più tardi il capoluogo lombardo sarà effettivamente la sede della più grande kermesse cinematografica mai tenutasi in Italia.

Grazie all’organizzazione di un apposito comitato promotore presieduto dall’industriale Edoardo Banfi e composto da personalità di primo piano della vita culturale, sociale e politica milanese, il 17 ottobre 1909 viene ufficialmente inaugurato il I° Concorso Mondiale di Cinematografia; sede della manifestazione una tra le più prestigiose sale milanesi, il cinema-teatro Santa Redegonda situato nel centro della città.

Al concorso aderiscono tutte le principali case di produzione italiane affiancate da un numero considerevole di società estere: sono presenti le francesi Lux, Eclipse, Théophile Pathé, Eclair, Le Lyon, l’americana Vitagraph, la tedesca Bioscope e la svedese Film Co. y Globe. Nonostante la non trascurabile assenza della Gaumont e soprattutto della Pathé Frères, il concorso milanese è indiscutibilmente un avvenimento di portata internazionale, momento simbolico del definitivo ingresso dell’Italia nel gotha della cinematografia mondiale. I film presentati sono 70 per quasi 20 mila metri di pellicola e vengono sottoposti al giudizio di un giurì internazionale incaricato di assegnare alle Case più meritevoli i numerosi premi messi in palio da enti civici, istituzioni e singole personalità cittadine.

Dopo una prima visione da parte della giuria le pellicole vengono distribuite in vari cinema della città per le proiezioni pubbliche che si susseguono a ciclo continuo dalle 10 del mattino fino alla mezzanotte. Nonostante l’aumento del prezzo del biglietto gli spettatori accorrono numerosi, decretando il grande successo della manifestazione che conquista largo spazio sulla stampa specializzata, ma anche sui più importanti quotidiani della città.

Tra i film che riscuotono maggior favore dal pubblico e dalla critica i drammi storici in costume come Nerone dell’Ambrosio, Patrizia e schiava della Cines o La via della Croce, presentato dalla Vitagraph, oltre alle riduzioni di opere letterarie quali il Macbeth (Cines) e Saggi dell’Inferno dantesco (S.A.F.F.I. – Comerio); massiccia è la proposta di film “dal vero” tra cui l’acclamato Caccia al leopardo, produzione Ambrosio, I Bersaglieri realizzato dalla piccola società Ancona Film, i documentari della Adolfo Croce e l’esotico Città e cimiteri arabi della Théophile Pathé; seppur in numero limitato vengono presentati alcuni film di genere fantastico – tra gli altri La principessa Nicotine (Vitagraph) – e qualche comica come La fidanzata di Cretinetti con protagonista André Deed, che proprio nel 1909 fa il suo esordio tra le fila dell’Itala film.
Al termine di una programmazione di ben 17 giorni, il 2 novembre viene decretata la chiusura del I° Concorso Mondiale di Cinematografia di Milano, con l’assegnazione di 9 medaglie d’oro e 6 d’argento: i premi più prestigiosi sono aggiudicati alla Cines, all’Ambrosio, alla S.A.F.F.I. – Comerio, alla Pasquali & Tempo, alla Adolfo Croce e alle “estere” Lux, Eclipse e Vitagraph.

L’evento milanese chiude i battenti, ma le conseguenze positive che ne deriveranno vanno ben oltre il successo contingente della manifestazione: con il I° concorso Mondiale l’Italia del cinema si scrolla definitivamente di dosso quella dimensione provinciale che l’aveva caratterizzata negli anni precedenti, acquisendo definitivamente una visibilità internazionale che sarà il prodromo per la successiva scalata ai mercati del mondo.

Giovanni Lasi

 

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