PARIS QUI DORT

René Clair

(Francia, 1925). R., S. e Sc.: René Clair. F.: Maurice Desfassiaux e Paul Guichard. Scgf.: André Foy. In.: Henri Rolland (Albert), Marcel Vallée (il ladro), Albert Préjean (l’aviatore), Martinelli (lo scienziato), Préfils (il poliziotto), Stacquet (l’industriale), Madeleine Rodrigue (la passeggera dell’aereo), Myla Seller (la figlia dello scienziato). P.: Les Films Diamant. 35mm L.: 1527m. D.: 69’ a 20 f/s.

info_outline
T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

“Si tratta del primo film di un giovane di 26 anni che, solo tre anni prima, era completamente analfabeta in materia di cinema e che l’ha scritto, diretto e montato completamente solo”. È così che Pierre Billard, nel suo libro Le Mystère René Clair, descrive le condizioni di realizzazione di Paris qui dort. Nel 1971, René Clair, all’età di 73 anni, membro dell’Académie Française, si dedicò a rimaneggiare il montaggio di quest’opera giovanile: la accorciò di 15 minuti e aggiunse una musica di Jean Wiener. Dopo trent’anni, è questa versione aggiustata, questo tardivo pentimento che circola e, il risultato di questi rimaneggiamenti corrisponde meglio all’immagine del tecnico accorto e del maestro di classicismo che il cineasta ha lasciato. Il giovane ventiseienne si era mostrato più audace, e l’obbligo di usare quello che aveva girato per quanto fosse imperfetto, lo rendeva fantasioso. Volente o nolente, se ne infischiò dei raccordi armoniosi, della fluidità del racconto, e se la povertà dei mezzi lo richiedeva, tagliava senza esitazioni la sua sceneggiatura, creando ellissi in spregio di qualsiasi verosimiglianza narrativa o psicologica. Si può pensare che, se Paris qui dort è sempre stato considerato come un film d’avanguardia, lo si deve in parte all’allegra incoerenza di questo ingegnoso bricolage. Le correzioni effettuate dal regista cinquant’anni più tardi valsero ad attenuare questi errori di gioventù: la versione lunga restaurata restituisce al film la sua originale trascuratezza, ma permette soprattutto di comprendere come, nel 1923, René Clair riuscì a risolvere certe difficoltà senza curarsi della “correttezza”.

Claudine Kaufmann

 

Copia proveniente da

Restaurato nel 1999, da un duplicato positivo safety (versione francese) e da una copia nitrato (versione inglese), con didascalie rifatte e riscritte