NASLEDNYJ PRINC RESPUBLIKI

Ėduard Ioganson

[Il principe ereditario della repubblica] Scen.: Rafail Muzykant, Boris Čirskov. F.: Georgij Filatov. Scgf.: Pavel Betaki. Int.: Pëtr Kirillov (il marito), Evgenija Pyrjalova (la moglie), Andrej Apsolon (Andrej), Georgij Žžënov, Georgij Orlov, Sergej Ponačevnyj (architetti), Nikolaj Urvancev (il vecchio), Elena Volynceva (la vecchia), Konstantin Egorov (‘Principe ereditario della repubblica’), Aleksandr Mel’nikov (l’ispettore degli alloggi), Nikolaj Čerkasov (il cameriere). Prod.: Lenfilm. 35mm. D.: 68’. Bn.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Dimenticata per molti decenni, questa incantevole commedia è stata riscoperta quindici anni fa ed è rapidamente diventata un classico in Russia e una pagina importante della storia del cinema sovietico. Uno dei pochi muti usciti nel 1934, Naslednyj princ respubliki riuscì con successo a competere con i talkies e fu regolarmente proiettato fino ai primi anni Quaranta.
Quattro scapoli che allevano un bambino è il perfetto tema da slapstick. E un po’ di slapstick qui c’è, insieme al grottesco e all’assurdo (uno studioso ha perfino sospettato l’influenza dei Fratelli Marx, i cui film però non giunsero in URSS prima degli anni Quaranta). Ma quello che davvero caratterizza i film di Ėduard Ioganson è il loro gusto insolitamente sottile e lirico, qualità che si trovano raramente nel cinema sovietico con il suo splendore, la sua baldanza e il suo pathos. Il ruolo di Ioganson a Leningrado potrebbe essere paragonato a quello di Boris Barnet a Mosca. Tenendo conto delle particolarità di Leningrado/San Pietroburgo, naturalmente, con la sua bellezza europea, misurata, cerebrale, geometrica. Ioganson, che era un uomo sobrio e di buone maniere proveniente da una famiglia della classe media di origini tedesche, è forse anche il principale regista di Leningrado veramente nato nella città. Così invece di mostrarne i monumenti (questo dovrebbe essere prerogativa di un turista o di un nuovo arrivato) ritrasse una Leningrado completamente diversa, con romantiche notti bianche, strade soleggiate e un perenne stato di innamoramento.
Dopo aver diretto con successo un paio di cortometraggi sonori, Ioganson tornò volontariamente al muto. La tecnologia sonora sovietica nella prima metà degli anni Trenta era così imperfetta che gli attori erano costretti a declamare le battute. Invece in alcuni degli ultimi muti – e Naslednyj princ respubliki è forse l’esempio migliore – la recitazione a tutti gli effetti psicologica non era schiacciata da un montaggio ingombrante né da un eccesso di pathos. Inoltre Ioganson non vedeva alcuna differenza tra dramma e commedia in termini di interpretazione: le situazioni erano abbastanza divertenti in sé, e la comicità motivata più che valorizzata. Questo portò a uno stile di recitazione completamente diverso, quello degli anni Cinquanta e dei primi Sessanta.

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