MISS DOROTHY

Giulio Antamoro

F.: Cesare Cavagna. Int.: Diana Karenne (Thea Nothingham / Dorothy Chester), Romano Calo (Giorgio / Ruggero Di Sangro), Lia Formia (Mara), Carmen Boni (Alma). Prod.: Nova Film. 35mm. L.: 1233 m (incompleto). D.: 60’ a 18 f/s. Bn.

info_outline
T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Per decenni Miss Dorothy è stato il solo film italiano con Diana Karenne di cui si conoscesse l’esistenza e, prima della recente riscoperta di due ulteriori titoli presso il Gosfil’mofond, l’unico modo per avere un assaggio del suo talento multiforme. Un film d’identità celate, svelate, dissimulate, messe a nudo solo a prezzo di enormi dolori. Un recensore in vena di complimenti la trova “un poco ingrassata”, e non osiamo pensare a cosa assomigliasse quando era più magra. Ci appare subito in veste da istitutrice, rigida come uno stoccafisso, con gli occhiali, un vestito nero con un collo alto che pare strozzarla, lo chignon, il righello in mano pronto a colpire. Molto sexy, a dispetto di quanto ci vorrebbero dare a bere le didascalie, se mi è concesso dirlo. Ma è solo una delle sue vite: avremo poi modo di vederla (in flashback) nella gaia giovinezza da studentessa e nella maturità complessa da donna a cui il destino ha tolto troppo. Il ventaglio dei sentimenti è ampio e volubile, tra piccole gioie, ansie, tormenti, fremiti, malinconie, occhiatacce di sfida: senza mai sfociare nell’arabesco, e senza mai rinunciare a quella sfumatura di rigida alterigia che un po’ ci turba, un po’ ci attrae.

Andrea Meneghelli

Copia proveniente da