MICHEL STROGOFF

Victor Tourjansky

R.: Victor Tourjansky. S.: dal romanzo omonimo di Jules Verne. Sc.: V. Tourjansky, I. Mosjoukine, Boris de Fast. F.: Léonce-Henri Burel, Nicolas Toporkov, Fédote Bourgassoff. Scgf.: Alexandre Lochakov, Pierre Schildknecht, Vladimir Meingart, Edouard Gosch, César Lacca. In.: Ivan Mosjoukine (Michel Strogoff), Acho Chakatouny (Ivan Ogareff), Nathalie Kovanko (Nadia Fedoroff), Jeanne Brindeau (Marfa Strogoff), Henri Debain (Harry Blount), Gabriel de Gravone (Alcide Jolivet). P.: Ciné-France Film, Les Film de France. D.: Pathé-Consortium Cinéma. L.: 3844 m., D.: 140’ a 24 f/s.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

“Ebbene, sono preso. Ho guardato le lampade. Il ferro rovente di Michel Strogoff mi devasta le pupille. Ah! Non voglio preoccuparmi. Voglio pensare alla gioia di vivere. Io vedo, io voglio vedere, io vedo le danzatrici. Ecco, loro hanno guardato i fari tutto il tempo. E penso che a quest’ora non danzano più e si stropicciano gli occhi senza sapere”.

Louis Delluc, Ecrits

“È la prospettiva la vera protagonista della Flagellazione di Urbino, come il montaggio parallelo è il vero protagonista di Intolerance di Griffith […]. E non è detto che simili intuizioni o momenti di grazia del genere non si possano anche trovare, all’insaputa dello stesso autore, in lavori ritenuti di secondaria importanza. Penso soprattutto a un paio di film che nessuno ricorderà, ambedue interpretati da Ivan Mosjoukine dopo il suo debutto in Francia: un bellissimo Michel Strogoff e Il leone dei Mongoli. Poca importanza rivestiva la trama in se stessa; bastava una sequenza particolarmente indovinata, un movimento della macchina da presa, una soluzione tecnica inattesa ma giusta, in cui, travalicando l’ovvio della funzionalità, si passava in un attimo dalla prosa alla poesia.

Attilio Bertolucci, Attilio Bertolucci. Autoritratto del poeta da giovane critico cinematografico, a cura di Fabien S. Gerard, Berenice, n. 20, 1987

 

Copia proveniente da

La copia restaurata contiene le famose scene colorate a pochoir