MARIE-LOUISE

Leopold Lindtberg

Scen.: Richard Schweizer. F.: Emil Berna. M.: Hermann Haller. Mus.: Robert Blum. Int.: Josiane Hegg (Marie-Louise Fleury), Heinrich Gretler (direttore Ruegg), Anne-Marie Blanc (Heidi Ruegg), Margrit Winter (Anna Ruegg), Armin Schweizer (istitutore Bänninger), Mathilde Danegger (Päuli), Fred Tanner (Robert Scheibli), Emil Gerber (Ernst Schwarzenbach), Pauline Carton (signora Gilles), Marcel Merminod (signor Bertheau). Prod.: Lazar Wechsler per Praesens-Film. DCP. D.: 115’. Bn. 

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Nel 1943, con il film Marie-Louise, Lindtberg e lo sceneggiatore Richard Schweizer si occuparono del destino dei bambini perduti tra i tormenti del conflitto mondiale. […]
L’approccio quasi documentaristico, le scene prive di orpelli e le buone intenzioni stabilirono le premesse per tutti i successivi film della Praesens. Il melodramma descrive la permanenza in Svizzera di una ragazzina francese salvata da un bombardamento aereo e scelta dalla Croce Rossa, insieme a un convoglio di bambini malnutriti, per trascorrere tre mesi in una famiglia di Zurigo. Apparve così per la prima volta sullo schermo un personaggio ‘tabù’: il rifugiato. La guerra del 1939-1945 e le sue atrocità irrompevano infine nel cinema nazionale svizzero, ma ancora sotto una luce politicamente neutrale e intransigente. Ai volti familiari del cinema svizzero (Gretler, Anne-Marie Blanc, ecc.), Lindtberg affiancò molti attori non professionisti, che insieme alle numerose riprese in esterni e alla mescolanza di idiomi (francese e dialetto) conferirono al film un insolito tocco di realismo; il desiderio di uscire dal teatro di posa e di girare per le strade è già evidente. Il ruolo della ragazzina venne interpretato da una vera profuga. Lindtberg intendeva soprattutto mostrare i problemi psicologici, rappresentati dall’accoglienza temporanea in una regione risparmiata dalla guerra, dei bambini stranieri, la loro alienazione, il lento adattamento alle famiglie ospitanti e infine il ritorno forzato nell’inferno. […]
Visto da un milione di persone quando uscì in Svizzera e distribuito trionfalmente in tutta Europa  dopo la guerra, fu il coronamento del lavoro portato avanti dalla Praesens. Il pubblico di lingua inglese parve particolarmente affascinato dal film: nel marzo del 1946 Marie-Louise vinse l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale, il primo mai assegnato a una produzione non americana. L’ambitissimo riconoscimento aprì a Wechsler le porte più esclusive di Hollywood.

Hervé Dumont

Copia proveniente da

per concessione di Praesens-Film e SRF. Restaurato nel 2011 da Cinémathèque suisse in collaborazione con Schwizer Radio und Fernsehen, Ecublens presso il laboratorio Egli Film & Video, a partire dai negativi originali nitrato. Con il sostegno di Memoriav