MAN’S CASTLE

Frank Borzage

Sog.: dalla pièce omonima (1932) di Lawrence Hazard. Scen.: Jo Swerling. F.: Joseph H. August. M.: Viola Lawrence. Scgf.: Stephen Goosson. Mus.: W. Franke Harling. Int.: Spencer Tracy (Bill), Loretta Young (Trina), Marjorie Rambeau (Flossie), Glenda Farrell (Fay La Rue), Walter Connolly (Ira), Arthur Hohl (Bragg), Dickie Moore (Joey). Prod.: Frank Borzage per Columbia Pictures. DCP. Bn.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Frank Borzage è stato il ‘cineasta romantico’ più autentico del cinema americano. Tuttavia, non manca mai nei suoi romances una presa esatta e chiara sulla realtà del tempo. Man’s Castle si svolge in quell’accampamento di senza tetto nel Lower East Side che portava, in onore del presidente in carica fino al 1932, il nome di Hooverville. I protagonisti sono personaggi profondamente provati dalla Depressione, che cercano di superare la crudeltà, l’amarezza e l’indifferenza connaturate allo stato della società in cui vivono. Memorabile, per patetismo, umorismo e sintetica analisi sociale, la scena dell’incontro tra i due protagonisti: Loretta Young, affamata, è seduta in un parco; Spencer Tracy, vestito in frac, le siede accanto, ma   la sua identità sociale è un bluff, il suo vestito è elegante solo perché lui fa l’uomo-sandwich per una famosa marca di caffè. Un frac che simbolizza la schizofrenia del proletario, un’immagine in cui si concentrano gli antagonismi dell’epoca: l’ambiente potrà essere misero e tragico, ma saprà tramutarsi in un sogno fiero e romantico. Più concretamente, il film indica anche come dormire in un accampamento di baracche e rottami diventi almeno una chance: fondamentale è poter contare su altri nella medesima situazione, e creare intorno a sé una ‘zona di sicurezza’ psicologica e sociale. Borzage trasferisce la personale padronanza del gesto intimo, caratteristico dei suoi migliori film muti, fino nel cuore del cinema sonoro: le immagini di Man’s Castle brillano del linguaggio della tenerezza. Quando Loretta Young rivela di essere incinta, Tracy resta muto. Poi lo vediamo saltare su un treno, esaltato, infuriato e confuso, pari alle migliaia di altri americani che, in quegli anni, facevano lo stesso viaggio senza vera destinazione. Nelle immagini che chiudono il film il treno sfreccia attraverso il paesaggio. Loretta Young è sdraiata nell’angolo di un carro bestiame, Spencer Tracy le poggia la testa sul petto. La macchina da presa sale lentamente e fa di quel loro primo piano una delle immagini più romantiche di tutta la storia del cinema ‒ una visione trionfale di come niente sia impossibile, quando si tratta dell’umana felicità.

Peter von Bagh, Enciclopedia del cinema. Dizionario critico dei film, Treccani, Roma 2004

Copia proveniente da

Per concessione di Park Circus. Restaurato in 4K da Sony Pictures Entertainment presso il laboratorio Cineric, a partire dal negativo originale nitrato 35mm del 1933, da un duplicato negativo nitrato del 1938 e da una copia nitrato 35mm conservata presso BFI National Archive. Restauro sonoro effettuato presso il laboratorio Deluxe Audio Services, a partire dal negativo originale colonna mono, da un duplicato negativo e da una copia nitrato. Grading completato presso il laboratorio Roundabout Entertainment da Christian Lamie. Restauro supervisionato da Rita Belda