LA CITE FOUDROYÉE

Luitz-Morat

Sc: Jean-Louis Bouquet. In.: Daniel Mendaille (Richard Gallée), Jane Marguenet (Huguette Vrécourt), Armand Morins, Alexis Ghasne. 35mm. L.: 1424 m. D.: 65' a 20 f/s.
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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

La Societé des Cinéromans ha presentato un film che andrà annoverato tra i più curiosi e interessanti della stagione. Contrariamente a quanto avviene per la maggior parte delle produzioni, non è possibile prevederne il finale… Lo spettatore, angosciato e intrigato, attraversa tutta la gamma delle emozioni possibili, e il dramma si conclude in una risata… Per realizzare questo frenetico soggetto di Jean-Louis Bouquet, nessuno era più qualificato di Luitz-Morat. Abbiamo in mente Cinq gentlemen maudit, La Terre du diable, Sang d’Allah, tutti film d’avventura che hanno lasciato nei cinefili ricordi duraturi. Ma La Cité foudroyée li sorpassa per regia e bellezza fotografica. L’ultima parte, tra le altre cose, evoca la distruzione della torre Eiffel, l’incendio dell’Opéra e della Madeleine in maniera prodigiosamente riuscita. “Semplici modellini”, diranno i detrattori del cinema e i critici intransigenti… Saranno in forte imbarazzo quando noteranno che, dietro queste rovine fittizie, i passanti camminano, vanno e vengono, dedicandosi alle loro occupazioni abituali. Allora? Come ha fatto Luitz-Morat a distruggere la torre Eiffel? È il suo segreto, segreto di esperto cineasta e di abilissimo fotografo.

Jean de Mirbel, Cinémagazine, n. 46, 1924

 

Copia proveniente da

Copia preservata nel 1984