IL DIAVOLO

Gian Luigi Polidoro

S. e Sc.: Rodolfo Sonego. M.: Piero Piccioni. F.: Aldo Tonti. In.: Alberto Sordi, Bernhard Tarschys, Inger Sjostrand, Ulf Palme. P.: Dino de Laurentiis Cinematografica. 35mm. D.: 105’ a 24 f/s.
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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Sono tornato in Svezia per Il diavolo, l’avventura più interessante della mia vita professionale. Se mi dilungo un po’ su questa avventura è perché la ritengo unica nel cinema italiano: nessun film è nato così. Una sera, alle undici, Dino De Laurentiis mi telefona e dice: “Devo girare un film entro il mese d’aprile, siamo a metà novembre e non c’è tempo di scriverlo. Trovami una commedia già scritta: Pirandello, De Benedetti (…). Lavoraci due o tre giorni e poi lo giriamo con Sordi. Altrimenti devo pagare duecento milioni di danni e di interessi”. Gli ho chiesto di concedermi una notte per pensarci e il giorno successivo sono andato da lui in ufficio. Gli ho proposto di partire con il mio amico Polidoro (che aveva girato Le svedesi), con un operatore, un direttore di produzione e una piccolissima troupe, di affittare un vagone letto, di prendere il treno e scrivere il mio diario di viaggio, senza prendere il block-notes come fanno gli scrittori (Stendhal, Cecov, ecc.) e così abbiamo iniziato, io e il mio sosia, cioè l’attore e le altre quindici persone. L’avventura è cominciata, quando abbiamo preso il treno alle nove di sera. Io dico a Sordi: “Ti metti a letto con un po’ di giornali, le sigarette e mediti, pensi”.

Rodolfo Sonego intervistato da Tatti Sanguineti, 25.4.2000

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