HARA-KIRI

Marie-Louise Iribe (film iniziato da Henri Debain)

Sc.: Pierre Lestringuez. F.: Maurice Forster. Scgf.: Robert-Jules Garnier. C.: Tsurumi. Dir.P.: Marie-Louise Iribe-Renoir. In.: Marie-Louise Iribe (Nicole Daomi), Toshi Komori (il marchese Awogi), Labusquière (l’ambasciatore), Constant Remy (prof. Samura Daomi), Michaud (la guida), Liao Szi-Yen (il principe Fujiwara), Wuriu (il fratello del principe), André Berley (l’ispettore di polizia), Mademoiselle Dao. P.: Les Artistes Réunis. 35mm. L.: 1932 m. D: circa 88' a 20 f/s.
info_outline
T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Marie-Luise Iribe è attrice di non grande talento, agli occhi di alcuni critici dell’epoca che la trovano “manierata”, soprattutto nel grande successo commerciale di Feyder del 1921, L’Atlantide, dove interpreta il ruolo di Tanit Zerga. Nel 1927 è produttrice e attrice in un film commerciale di Jean Renoir – Marquitta – avventura romanzesca di un principe dell’Europa centrale. A quel tempo è la donna di Pierre Renoir. L’influenza esercitata dalla famiglia Renoir la ritroviamo nei titoli di testa di Hara-kiri e nella persona di Pierre Lestringuez, che firma la sceneggiatura. Egli è amico e co-sceneggiatore di Jean Renoir, con cui farà l’adattamento di Nanà. Hara-kiri, insomma, porta l’impronta del cinema di Renoir. […] Lo stile del film è moderno sotto vari aspetti: l’ellissi, ardita per quel periodo, ma senza civetteria; il modo sorprendente di filmare piani innovativi nella forma (talvolta piani sequenza, talvolta a distanza molto ravvicinata); la sobrietà volontaria del tempo del racconto (lineare, semplice ed efficace), al servizio della storia, che caratterizza più d’un cineasta del nostro tempo; dei movimenti di macchina che utilizzano con rigore ed abilità il carrello laterale e la panoramica, anche con un effetto zoom del tutto inconsueto per l’epoca, per accompagnare il dramma sentimentale.

Bernard Trémège, L’Avant-Scène Cinéma, 405. Ottobre 1991

Copia proveniente da

Copia restaurata nel 1985, con didascalie rifatte