ELTÁVOZOTT NAP

Márta Mészáros

Scen.: Márta Mészáros. F.: Tamás Somló. M.: Zoltán Farkas. Mus.: Levente Szörényi, János Bródy. Int.: Kati Kovács (Erszi), Teri Horváth (signora Zsámboki), Ádám Szirtes (Zsámboki), Gábor Harsanyi (Lajos), Zsuzsa Pálos (Mari), Gábor Agárdy (Popolczai), Jácint Juhász (il ragazzo bruno), András Kozák (il ragazzo biondo). Prod.: Mafilm 4. Játékfilmstúdió. DCP. Bn.

info_outline
T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

L’esordio alla regia di Márta Mészáros fu anche il tanto atteso primo film ungherese diretto da una donna. È la storia di Erszi, una ragazza di città che viaggia tra Budapest e la provincia con i suoi jeans bianchi, i capelli corti e gli occhiali scuri, in netto contrasto con le contadine vestite di nero. Disinibita e disinvolta, è in grado di mantenersi e libera di dormire con chi vuole; può anche permettersi di rifiutare un uomo. È cresciuta in un orfanotrofio e ora è decisa a rimettersi in contatto con la madre biologica, la signora Zsámboki, una casalinga conformista piena di pudori e imbarazzi. Il loro incontro è segnato dalla gelosia e dalla diffidenza; non possono in alcun modo legare. Erszi è poi circondata da una serie di uomini possessivi – uno sciocco molestatore, un amante narcisista, un appassionato imbroglione, un tremendo tiranno. È un film più sul rifiuto della tradizione da parte delle nuove generazioni che sulla ricerca dei legami familiari. Il forte contrasto tra luce e oscurità riflette il confronto tra emancipazione e patriarcato. Il villaggio non è proprio una sede naturale per una cineasta urbana come Mészáros. La rock star Kati Kovács nel ruolo della protagonista fu forse una scelta alla moda, ma successivamente Mészáros trovò in Lili Monori l’attrice più adatta al proprio stile.
Registe come Vera Chytilová e Binka Zhelyazkova sperimentarono in modo più audace durante gli anni Sessanta, ma le loro opere furono censurate. Diversamente da loro, Mészáros non volle correre rischi. Eltávozott nap racconta di una donna autonoma, un’operaia tessile, occupazione socialista per eccellenza, ed è scritto e diretto rispettando le regole della correttezza politica. Passeranno alcuni anni prima che Mészáros realizzi i suoi film femministi liberandosi dalle costrizioni. Eppure non mancano momenti brillanti: la scena del dispotico capofamiglia del villaggio che guarda le donne seminude alla tv manca forse di sottigliezza ma è comunque geniale. Negli angoli di questo film si annida già la grandezza di Mészáros.

Dina Iordanova

Copia proveniente da

Restaurato in 2K presso il laboratorio Filmlab del Magyar Nemzeti Filmarchívum a partire dal negativo camera 35mm e dalla colonna sonora magnetica originale. Il grading è stato supervisionato dal direttore della fotografia Sándor Kardos. Restaurato in collaborazione con Associazione dei direttori della fotografia ungherese e con il sostegno di Accademia Ungherese delle Arti