DANS LES RUES

Victor Trivas

R.: Victor Trivas. Sc.: Alexandre Arnoux, Victor Trivas, Henri Duvernois (da un romanzo di Joseph Henry Rosny). F.: Rudi Maté, Louis Née. Mus.: Hanns Eisler. Scgf.: André Andrejew. In.: Madeleine Ozeray (Rosalie), Marcele Jean-Worms (Mme Lérande), Paulette Dubost (Pauline) Germaine Michel (la portinaia), Charlotte Dauvia (Jeanne), Rose Mai, Jean-Pierre Aumont (Jacques), Vladimir Sokoloff (padre Schlamp), Lucien Paris (Maurice), Humbert (Cigare), Roger Légris (Moutarde), Pierre Lugan (Rosengart), Patachou (il piccolo Moustique), Emile Rosen (Gobiche), François Llenas (Main Droite), Jean Marais. P.: Pierre O’Connell per la Société Internationale Cinématographique. D.: 82’ a 24 f/s.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

“Victor Trivas (1894-1970) ha anche diretto quattro film, uno dei quali, Niemandsland, è opera molto nota; nelle storie del cinema viene universalmente considerata come uno dei film pacifisti di maggiore sensibilità. Appare quindi incomprensibile come il film girato successivamente, Dans les rues, opera di straordinaria misura espressiva, sia stato completamente ignorato.

Riparato a Parigi dopo l’avvento al potere di Hitler, Trivas vi realizza questo film che si svolge ‘dans les rues’, tutte rigorosamente ricostruite in studio: è la storia di un giovane che sta per traviarsi, ma troverà il modo di salvarsi in extremis, riabilitandosi nel lavoro.

Si respira aria da Lumpenproletariat, quella che faceva da sfondo ai film di Jutzi, Tintner o Bruno Rahn, ma in Dans les rues non v’è chiusura fatale, vi fa capolino uno spiraglio di speranza.

Il film non risulta essere mai stato esportato, malgrado attori accattivanti come Jean-Pierre Aumont e l’eterea Madeleine Ozeray – ma su tutti domina la presenza inquietante e sorniona di Vladimir Sokoloff. Dans les rues è un piccolo capolavoro da scoprire”.

Vittorio Martinelli

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