CRETINETTI S’INCARICA DEL TRASLOCO

Müller ubernimmt den Umzug

In.: André Deed, Valentina Frascaroli. P.: Itala-Film, Torino. L.o.: 140 m., D.: 8’ a 16fs

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Tra la fine del 1995 e l’inizio del 1996 il Proiecto Lumière-Recherche des films perdus ha lavorato sui fondi non identificati della Cinémathèque Suisse, scoprendo la ricchezza sorprendente di una collezione unica al mondo. I film presentati in occasione de Il Cinema Ritrovato non sono che un piccolo assaggio dei tesori che l’archivio di Lausanne ha saputo raccogliere e conservare.

 

Cinémathèque Suisse / Schweizer Filmarchiv / Cineteca Svizzera

L’Associazione “Cineteca svizzera” si costituisce legalmente a Losanna il 3.11.1948 su iniziativa di vari membri del locale cineclub, tra cui Claude Emery, René Favre e il critico d’arte Freddy Buache. Il Comune mette a disposizione un ufficio, concede una sovvenzione annuale di 6.000 franchi e uno stanziamento per l’installazione (piuttosto modesta) di un deposito di film. La nuova istituzione, di cui Buache assume la direzione, è prestigiosamente patrocinata da Erich von Stroheim, presente all’inaugurazione. Il novello museo svizzero del cinema viene sostenuto da un lato dalla Cinémathèque Française di Langlois, che mette a disposizione i suoi film, mentre contemporaneamente eredita alcune collezioni provenienti dagli Archives du Film di Bâle, sezione del Museo di Belle Arti creata nel 1943, poi caduta in abbandono per mancanza di fondi. Nel 1981 la Cineteca diviene una fondazione e lascia i suoi minuscoli locali accanto alla cattedrale per la nuova sede al Casino di Montbenon. Dieci anni dopo viene terminata la sistemazione di un grande centro per la conservazione a Penthaz, 12 km a nord di Losanna, dove le pellicole possono finalmente essere immagazzinate e conservate in modo soddisfacente (le scaffalature hanno un’estensione di 23 km). Cineasti di fama internazionale, come Claude Autant-Lara, vi depositano tutte le proprie opere. Nel 1996 lo storico del cinema Hervé Dumont succede a Freddy Buache nella direzione della Cineteca. L’istituzione impiega attualmente 21 persone, 14 a tempo pieno e 7 a part time, ripartite tra Montbenon e Penthaz.

Collezioni e attività

La maggior parte dei film muti detenuti dalla Cineteca proviene dall’antico deposito Emelka, risalente al 1943. L’archivio possiede peraltro un importante fondo di pellicole francesi e tedesche degli anni Trenta e Quaranta. La 20th Century-Fox vi deposita i propri film dal 1965, la Warner dal 1974 e la Columbia dal 1975. A partire dal 1985, circa il 90% dei film distribuiti nel paese (in particolar modo quelli di produzione americana) vengono conservati a Penthaz. Esiste pure un deposito legale riservato alle opere svizzere che abbiano ottenuto premi di qualità. Accanto ai cinegiornali Ufa, Fox e Gaumont, l’archivio conserva 600 ore di “Ciné-Journal suisse”, con notizie di attualità che vanno dal 1940 al 1975. Fino a oggi sono state catalogate su computer 48.700 copie di film, tra corti e lungometraggi; il 15% degli antichi fondi non è stato ancora informatizzato (per ritardi dovuti principalmente al trasloco degli archivi nel 1991), mentre circa il 10% del materiale (soprattutto nitrato) è in attesa di identificazione. Portare a termine questo lavoro costituisce per il momento un obiettivo prioritario, troppo spesso interrotto per varie esigenze. Oltre ai film, Penthaz ospita oggi una collezione di un milione e mezzo di fotografie, 35.000 manifesti (relativi all’intera storia del cinema) e 650 apparecchi antichi. Al Casino di Montbenon 15.000 volumi e riviste, insieme a una raccolta di 50.000 dossier di stampa (articoli di critica e altro) sono a dispozione dei ricercatori. La Cineteca dispone di due sale di proiezione che offrono quotidianamente tre sessioni di programmazione: il “Cinématographe”, con una capienza di 100 posti, e la sala Paderewski (500 posti, attiva due giorni alla settimana). Attualmente l’istituzione è impegnata nel restauro delle proprie collezioni, con priorità assoluta per la salvaguradia dei materiali nitrati. Sta inoltre cercando di aprirsi maggiormente in direzione della Svizzera tedesca e italiana.

 

Copia proveniente da