CAINO

Leopoldo Carlucci

R.: Leopoldo Carlucci. S.: da una novella araba. F.: Arnaldo Ricotti. In.: Elena Makowska, Luigi Cimara, Achille Majeroni, Luigi Duse. L.: 2000 m. D.: 100’ a 18 f/s.
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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

“La Corona è stata una società cinematografica sorta a Torino, quando Umberto Corona, il titolare, decise di allargare la sua attività nel settore, sino ad allora limitata alla distribuzione dei film nel nord-ovest della penisola. Dei 36 film prodotti tra il ’14 e il ’18, per la maggior parte lavori avventurosi, di piccolo cabotaggio, interpretati da attori di secondo piano, si conosceva fin’ora solo Filibus, un curioso e divertente antenato dei film di fantascienza, con una elegante avventuriera, l’attrice Cristina Ruspoli, che saliva e scendeva sulla terra da una misteriosa aeronave parcheggiata fra le nuvole a combinare le più astruse malefatte. Oggi, dallo stesso archivio di Amsterdam, salta fuori Caino, che è l’ultimo lavoro di questa effimera manifattura torinese, realizzato alla fine del 1917 in collaborazione con Leopoldo Carlucci, cooproduttore e regista del film. Due parole sugli attori di Caino: a parte la bella ma imbambolata Elena Makowska e un giovanissimo Gigetto Cimara, nella parte del fratello buono, l’Abele della storia, si potrà riconoscere una gloria del teatro italiano, Achille Majeroni, più noto oggi come il vecchio guitto che fa delle avances a Leopoldo Trieste ne I vitelloni o come la zia bigotta di Marina Vlady nell’Ape Regina.

Vittorio Martinelli

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