BLOOD AND SAND

Fred Niblo

R.: Fred Niblo. S.: dal romanzo Sangue e arena di Vicente Blasco Ibáñez. Sc.: June Mathis. F.: Alvin Wyckoff. In.: Rudolph Valentino (Juan Gallardo), Lila Lee (Carmen), Nita Naldi (Doña Sol), George Field (El Nacional), Walter Long (Plumitas), Rosa Rosanova (señora Augustias), Leo White (Antonio), Charles Belcher (don Joselito), Jack Wynn (Potaje), Marie Marstini (El Carnacione), Gilbert Clayton (Garabato), Georges Periolat (Marchese de Guevara), Harry La Mont (El Pontelliro), Sidney De Gray (dr. Ruiz), Fred Becker (Don José), Dorcas Matthews (señora Nacional), William Lawrence (Fuentes). P.: Famous Players-Lasky. D.: Paramount. L.: 2472 m., D.: 130’ a 16 f/s

info_outline
T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Guido Sodo e François Laurent collaborano da vari anni ad un progetto di riproposizione in chiave classico-contemporanea di musiche e canti napoletani dal ’200 in poi, che hanno presentato in concerto in Italia e all’estero.

L’attività del duo è stata caratterizzata dall’incarico da parte della Cineteca di Bologna di sonorizzare dal vivo dei film muti napoletani del primo novecento (fra cui Assunta Spina e Il miracolo), presentati al Moma di New York, al Centre Pompidou di Parigi, ad Haifa, a Il Cinema Ritrovato di Bologna ed in altre cineteche italiane e straniere. In questa occasione al duo si uniscono Paolo Caruso e Roberto Bartoli, musicisti che hanno già lavorato con Guido Sodo nel gruppo di musica napoletana “Cantoediscanto”.

“Alla base del film di Fred Niblo c’è ancora Blasco Ibáñez, alla sceneggiatura ritorna June Mathis, il risultato è straordinario. Valentino è uno zapaterin, giovane, proletario, immagine forte di una giusta aggressività sessuale giustamente controllata dai codici etici ed etnici, culturali e cattolici. Giusta, nel senso di straight. Blood and Sand è straordinario, e imprevedibile, anche per l’insolenza con cui rilancia quell’ambiguità che un film come Moran aveva provveduto a sfumare. Come già in Moran, anche qui Valentino è un vero corpo di carne (muscoli bene in vista attraverso camicie opportunamente lacere), carico tuttavia di altra densità drammatica. E il primo abbraccio di questo corpo vero è riservato ad un uomo, ad un compagno di corride che muore, scena lunga, recitata, che porta con sé una certa enfasi di melodramma, quasi imbarazzante: Valentino stringe l’amico, lo bacia, si dispera, tuffa il viso nel suo braccio, con un trasporto finora mai concesso ad una donna.[…] La fine è nota: abiezione, redenzione in punto di morte, sangue sulla sabbia e sabbia sul sangue. Juan Gallardo muore, come già Julio Desnoyers, per una donna (in suo nome, o per sua colpa; poco cambia che là fosse un angelo, e qui un demonio), muore dopo aver perduto una donna, o avervi rinunciato. Muore coi vestiti di scena, nella solitudine d’obbligo al vero latin lover, sempre di tutte e di nessuna. Il film sarà il più clamoroso dei suoi successi, prima del secondo Sceicco”.

Paola Cristalli, Rodolfo Valentino: lo schermo della passione, Ancona, Transeuropa, 1996

 

Copia proveniente da