AVENTURERA

Alberto 'Tito' Gout

Sog.: Álvaro Custodio. Scen.: Álvaro Custodio, Carlos Sampelayo, Alberto ‘Tito’ Gout. F.: Alex Phillips Jr. M.: Alfredo Rosas Priego. Scgf.: Manuel Fontanals. Mus.: Antonio Díaz Conde. Int.: Ninón Sevilla (Elena Tejero/Elena Montez), Tito Junco (Lucio Sáenz), Andrea Palma (Rosaura de Cervera), Rubén Rojo (Mario Cervera), Miguel Inclán (Rengo), Jorge Mondragón (Pacomio Rodriguez), Maruja Grifell (Consuelo Tejero), Luis López Somoza (Ricardo Cerver). Prod.: Pedro A. Calderón, Guillermo Calderón per Producciones Calderón. DCP. D.: 102’. Bn.

Scheda Film

L’affascinante genere ibrido detto rumbero contava influenze molteplici e disparate, tra cui gli stravaganti musical prodotti da Hollywood negli anni Trenta, le volubili femmes fatales del noir (sia messicano che hollywoodiano) degli anni Quaranta e i ritmi africani della rumba cubana, follemente popolare in Messico e in Sud America nella prima metà del Novecento. La ballerina di rumba, impersonata in questo film dalla sensuale attrice e ballerina cubana Ninón Sevilla, traeva origine dai popolari spettacoli di varietà e burlesque messicani, ma il genere conobbe il suo periodo di massimo splendore sotto la presidenza di Alemán (1946-52), caratterizzata da una rapida crescita industriale e urbana che portò con sé un vero boom della vita notturna e della cultura del cabaret.
Aventurera, quattordicesimo lungometraggio di Alberto Gout, era stato commissionato dalla compagnia di produzione Cinematográfica Calderón per consacrare Ninón Sevilla. Fotografato da Alex Phillips, straordinario operatore messicano di origini canadesi, è la storia di Elena, giovane benestante la cui esistenza ovattata è sconvolta dalla fuga della madre e dal suicidio del padre. La discesa di Elena nello squallido mondo della vita notturna offre a Gout il pretesto per denunciare alcuni aspetti corrotti della società messicana, ma il film si attiene anche alle convenzioni del genere grazie al ritmo veloce, ai numeri musicali e ai balletti stravaganti (le coreografie sono della stessa Sevilla) e a un surrealismo che colloca il tutto nel regno della fantasia. E però, pur assecondando la convenzione della ‘donna perduta’ tipica del genere rumbero – la protagonista femminile costretta a soffrire per la propria sessualità – Aventurera si concede imperterrito alla celebrazione feticista dell’erotismo della sua diva e, cosa insolita per il genere e per la cultura (cinematografica) dell’epoca, permette alla donna perduta di conquistare il lieto fine con l’uomo amato.

Daniela Michel e Chlöe Roddick

Copia proveniente da

Restaurato in 2K nel 2016 da Cineteca Nacional México presso Laboratorio de Restauración Digital a partire da un negativo nitrato 35mm, grazie al sostegno di Olympus O&O Hispanic Network